Martedì 20 maggio, alle ore 14, Andrea Sempio si presenterà alla Procura di Pavia per essere interrogato in merito all’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. Accompagnato dai suoi avvocati Angela Taccia e Massimo Lovati, Sempio dovrà rispondere alle domande dei magistrati che, dopo due inchieste archiviate, hanno deciso di indagarlo formalmente.
L’interrogatorio si baserà su elementi già noti dopo 18 anni di indagini, tra cui le tracce di DNA rinvenute sotto le unghie della vittima, alcune brevi telefonate ricevute da Chiara nei giorni in cui era sola in casa, e un biglietto del parcheggio consegnato tardivamente agli inquirenti. Tuttavia, potrebbero emergere nuovi spunti investigativi, come lasciato intendere dalle parole dell’avvocato Lovati, secondo il quale l’interrogatorio potrebbe essere propedeutico a una richiesta di rinvio a giudizio.
Il tempismo della convocazione, in concomitanza con l’estensione delle analisi genetiche, suggerisce che la Procura possa disporre di nuove prove, forse un’intercettazione o un dettaglio precedentemente trascurato. Nella stessa giornata verranno ascoltati anche Marco Poggi, fratello di Chiara, e Alberto Stasi, ex fidanzato della giovane, oggi in semilibertà dopo una condanna definitiva a 16 anni.
Proprio Stasi, condannato come unico responsabile del delitto, resta per l’avvocato dei genitori di Chiara, Gian Luigi Tizzoni, l’unica “verità giudiziaria” a cui la famiglia Poggi si aggrappa. Tizzoni critica l’operato della Procura di Pavia, definendo “confusa” l’impostazione su Sempio e sottolineando l’assenza di legami chiari tra quest’ultimo e Stasi, o tra Sempio e le sorelle Cappa, Paola e Stefania.
Le gemelle Cappa tornano sotto i riflettori anche per una serie di messaggi e vocali, tra cui uno che metterebbe in discussione le versioni precedenti fornite da una delle due. Francesco Chiesa Soprani, ex manager dello spettacolo, afferma di aver ricevuto questi vocali da Paola Cappa e si dichiara disponibile a consegnarli alla Procura, pur sottolineando di non sapere chi siano i reali colpevoli, ma dichiarandosi convinto dell’innocenza di Stasi.
La riapertura del caso Chiara Poggi si arricchisce così di nuovi interrogativi e possibili svolte, in attesa di capire se la Procura intenda davvero rimettere in discussione una condanna che sembrava ormai definitiva.










