L’mpox, noto anche come vaiolo delle scimmie, è stato nuovamente dichiarato un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Questa decisione è stata presa dal direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus a seguito di una riunione del comitato di emergenza, che ha esaminato la situazione dell’epidemia iniziata nella Repubblica Democratica del Congo.
Il virus ha causato oltre 14.000 casi e 524 decessi solo nella prima metà dell’anno in Congo, superando i dati dell’intero 2023. Preoccupa inoltre la rapida diffusione di un nuovo ceppo del virus, il clade 1b, che è stato rilevato in Paesi confinanti come Burundi, Kenya, Ruanda e Uganda, che non avevano mai segnalato la malattia in precedenza.
In risposta all’epidemia, l’OMS ha sviluppato un piano d’azione che richiede un investimento iniziale di 15 milioni di dollari, con 1,45 milioni già stanziati. Anche l’Europa è intervenuta, con l’autorità europea Hera che ha acquistato 175.000 dosi di vaccino da donare ai paesi africani, mentre la Bavarian Nordic ne donerà altre 40.000. Oltre ai vaccini, Hera ha stanziato 3,5 milioni di euro per rafforzare la capacità di test e sequenziamento del virus nella regione.
Nonostante la disponibilità di circa 500.000 dosi di vaccino contro l’mpox e la possibilità di produrne milioni entro il 2025, il problema principale sembra essere l’accesso ai vaccini nei Paesi più colpiti. Inoltre, l’OMS sta lavorando per facilitare la donazione di un secondo vaccino, LC-16, attualmente prodotto per il governo giapponese.










