La riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sullo sconfinamento di jet russi in Estonia si è trasformata in un nuovo terreno di scontro tra Mosca e i Paesi occidentali.

Il premier polacco Donald Tusk ha avvertito che Varsavia è pronta ad abbattere velivoli che violino il suo spazio aereo, posizione condivisa dal Regno Unito, mentre gli Stati Uniti, per voce del rappresentante Mike Waltz, hanno ribadito che “ogni centimetro del territorio Nato sarà difeso”.

Tallinn ha mostrato prove radar e immagini dei caccia russi “armati e pronti al combattimento”, denunciando un comportamento “pericoloso e intollerabile”. La Russia ha respinto le accuse definendole “isteria russofoba” e parlando di accuse infondate.

Putin ha replicato minacciando l’uso di “misure tecnico-militari” contro qualsiasi minaccia, mentre analisti ed esperti avvertono che la possibilità di un incidente non può essere esclusa, con il rischio di un’escalation incontrollata.

Tusk ha precisato che una decisione drastica come l’abbattimento di jet russi potrà essere presa solo con la certezza del sostegno degli alleati Nato.

Sul ruolo degli Stati Uniti restano interrogativi: Donald Trump, alla vigilia della riunione, ha promesso difesa a Polonia e Baltici, ma non ha ancora assunto iniziative concrete contro il Cremlino. I bilaterali del presidente americano all’Onu, a partire da quello con Volodymyr Zelensky, saranno cruciali per chiarire la linea di Washington sulle sanzioni a Mosca e sulle garanzie di sicurezza per Kiev.