Mentre il mondo è segnato da 56 conflitti armati, Papa Francesco ha rivolto un messaggio ai militari di tutto il mondo durante la messa per il Giubileo delle Forze Armate, di Polizia e di Sicurezza, esortandoli a non coltivare uno “spirito di guerra” e a difendere sempre la vita. “Il servizio armato – ha ricordato – deve essere esercitato solo per legittima difesa, mai per imporre il dominio su altre nazioni”.
Affaticato dalla recente bronchite, il Pontefice ha dovuto interrompere la lettura dell’omelia, affidandola all’arcivescovo Diego Ravelli. Nonostante le difficoltà respiratorie, Francesco non ha rinunciato a presiedere la celebrazione in Piazza San Pietro, dove erano presenti circa 30.000 militari provenienti da oltre 100 Paesi, tra cui 20.000 italiani. Alla cerimonia hanno partecipato anche i ministri Guido Crosetto e Giancarlo Giorgetti, insieme ai vertici delle Forze Armate e della Polizia.
Nel suo discorso, il Papa ha invitato i militari a vigilare contro la tentazione di abbracciare la guerra e il mito della forza, condannando la propaganda dell’odio che divide il mondo in amici e nemici. Ha sottolineato la missione delle Forze Armate e della Sicurezza, che non si limita alla difesa nazionale, ma include la protezione della legalità, la lotta alla criminalità, il soccorso nelle calamità naturali e la promozione della pace.
Francesco ha anche ricordato il ruolo dei cappellani militari, sottolineando che il loro compito non è “benedire perverse azioni di guerra”, come purtroppo è accaduto nella storia. Infine, durante l’Angelus, ha rinnovato il suo appello per la pace in Ucraina, Medio Oriente, Myanmar, Sudan e altre aree colpite dai conflitti, chiedendo che “ovunque tacciano le armi e si ascolti il grido dei popoli che chiedono pace”.










