ROMA- Durante un incontro con quasi 200 artisti provenienti da oltre 30 Paesi nella Cappella Sistina, Papa Francesco ha fatto un appello ai presenti affinché non si dimentichino dei poveri, che sono i preferiti di Cristo. Ha sottolineato che anche i poveri hanno bisogno dell’arte e della bellezza e che spesso non hanno voce per farsi sentire, invitando gli artisti a essere gli interpreti del loro grido silenzioso.

L’incontro, organizzato in occasione del 50º anniversario dell’inaugurazione della Collezione d’Arte Moderna e Contemporanea dei Musei Vaticani, ha riunito artisti di vari campi, tra cui pittori, scultori, architetti, scrittori, poeti, musicisti, registi e attori. Papa Francesco ha sottolineato che l’arte non può essere un anestetico, ma deve tenere sveglie le coscienze, portando la luce della speranza nelle tenebre dell’umanità, dell’individualismo e dell’indifferenza.

Ha elogiato l’ironia e il senso dell’umorismo come virtù meravigliose e ha sottolineato che l’arte e la fede sono alleate nella difesa della vita umana, della giustizia sociale, degli ultimi e della cura dell’ambiente. Papa Francesco ha espresso la sua preoccupazione per l’umanità dell’umanità, sottolineando che disturbare un po’ è una caratteristica comune all’arte e alla fede, poiché entrambe trasformano e convertono le cose anziché lasciarle come sono.

L’incontro con gli artisti è stato un momento significativo in cui il Papa ha condiviso il suo messaggio di impegno per i poveri, l’umanità e la trasformazione attraverso l’arte.