Papa Leone ha celebrato la Giornata mondiale dei poveri condividendo il pranzo con 1300 persone in difficoltà, rinnovando lo spirito di servizio e vicinanza che Papa Francesco aveva inaugurato istituendo questa ricorrenza. Un momento di fraternità che ha coinvolto l’intera comunità ecclesiale, chiamata a ricordare la centralità degli ultimi.
La celebrazione è iniziata con la messa nella basilica di San Pietro, troppo piccola per accogliere le migliaia di partecipanti. Prima della funzione, Papa Leone si è recato in Piazza San Pietro per salutare e invitare a seguire la liturgia dai maxischermi coloro che non avevano trovato posto all’interno.
Nell’omelia, il Pontefice ha rivolto un appello ai responsabili politici e alle istituzioni: “Ascoltate il grido dei poveri”. Ha poi ricordato come la solitudine sia il “dramma trasversale” che accompagna ogni forma di povertà, materiale, morale o spirituale, colpendo in modo particolare i giovani.
Papa Leone ha denunciato gli scenari di guerra che alimentano un senso diffuso di impotenza. Una percezione che, ha spiegato, nasce da una menzogna: la convinzione che la storia non possa cambiare. Il Vangelo, invece, afferma il Papa, mostra che proprio nei momenti più difficili Dio porta la sua salvezza, e la comunità cristiana è chiamata a esserne segno vivo.
Il Pontefice ha rilanciato un appello forte ai leader mondiali: senza giustizia non potrà esserci pace. I poveri – ha sottolineato – lo ricordano attraverso il loro migrare, le loro necessità e il loro grido spesso soffocato da un modello di progresso che non include tutti.
La giornata si è conclusa nell’Aula Paolo VI con un grande pranzo organizzato da Caritas, Vincenziani, Sant’Egidio e altre realtà impegnate quotidianamente al fianco degli ultimi. In parallelo, l’associazione francese Fratello ha promosso un incontro nei Giardini Vaticani, dove Papa Leone si è recato a sorpresa per salutare e benedire i presenti.
Con questo gesto, il Pontefice ha riaffermato che la Chiesa deve essere “casa per tutti”, in particolare per chi vive ai margini, ricordando che la vera pace nasce solo dall’ascolto e dalla cura degli ultimi.










