A sei mesi dall’inizio del suo pontificato e alla vigilia della chiusura del Giubileo, papa Leone ha celebrato una messa solenne nella basilica di San Giovanni in Laterano, “madre e capo di tutte le chiese”, delineando la direzione che intende imprimere al suo pontificato. “Nelle riforme della Chiesa non siamo frettolosi e superficiali — ha detto — scaviamo a fondo, liberi dai criteri del mondo che pretende risultati immediati”.

Il Pontefice ha così annunciato una riunione straordinaria di tutti i cardinali per il 7 e 8 gennaio, il suo primo vero concistoro, che si terrà all’indomani della conclusione ufficiale dell’Anno Santo, prevista per il 6 gennaio con la chiusura della Porta Santa. Sarà un momento cruciale di confronto sulle sfide e le urgenze della Chiesa, con la partecipazione di 245 cardinali, incluso l’ex prefetto del Dicastero dei Santi Angelo Becciu, attualmente sotto processo.

L’incontro, che si inserisce nel solco della riforma della Chiesa sinodale voluta da papa Francesco, rappresenterà anche un segnale di continuità e al tempo stesso di rinnovamento. Leone ha invitato a non scoraggiarsi di fronte alle difficoltà del cammino, riconoscendo che il “cantiere ecclesiale” può conoscere “soste, crisi e correzioni”, ma non deve perdere “lo slancio del rinnovamento”.

Dalla basilica lateranense, il Papa ha inoltre richiamato alla necessità di una liturgia sobria e rispettosa delle diverse sensibilità, dopo aver autorizzato la ripresa della messa in latino nella basilica di San Pietro.

Durante l’Angelus, Leone ha espresso la sua vicinanza al popolo filippino, colpito da un violento tifone, e ha rinnovato il suo appello per un cessate il fuoco globale, invitando tutte le parti in conflitto a impegnarsi in “vere trattative di pace” per onorare le vittime innocenti, soprattutto bambini e civili.

Il concistoro di gennaio si preannuncia dunque come il primo grande banco di prova del pontificato di Leone, all’insegna dell’unità e del dialogo nella Chiesa universale.