A una settimana dal Giubileo dei Giovani, che ha radunato a Roma oltre un milione di partecipanti, Papa Leone ha rinnovato il suo appello alla comunità internazionale affinché operi in modo concreto per realizzare il desiderio universale di pace.
All’Angelus in Piazza San Pietro, il Pontefice ha ricordato l’80° anniversario dei bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki, definendolo un monito contro la guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti. Ha invitato i leader a considerare sempre le conseguenze delle proprie scelte sulle popolazioni e a non trascurare i più deboli.
Papa Leone si è congratulato con Armenia e Azerbaijan per la firma dell’accordo di pace mediato alla Casa Bianca, auspicando una stabilità duratura nel Caucaso meridionale. Ha poi espresso forte preoccupazione per Haiti, denunciando omicidi, violenze, tratta di esseri umani e sequestri, e chiedendo la liberazione immediata degli ostaggi e un sostegno internazionale per ricostruire condizioni di pace.
Pur non menzionando direttamente Ucraina e Gaza, il Papa ha richiamato l’impegno storico della gioventù cattolica come “sentinelle di misericordia e di pace”, affidando a Maria il compito di sostenere tale missione in un mondo segnato da divisioni.
Nel solco dell’appello papale, l’arcivescovo di Firenze, Gherardo Gambelli, ha denunciato durante la messa per San Lorenzo le operazioni militari che si configurano come “intollerabili forme di pulizia etnica”.










