Appena eletto, Papa Leone XIV si presenta al mondo come un uomo di pace, pronto a scendere personalmente in campo per promuovere il dialogo e la riconciliazione nei territori segnati dalla guerra. Nel suo primo incontro con i cattolici orientali – molti dei quali provenienti da zone martoriate come Ucraina, Libano, Siria e Caucaso – il Pontefice ha dichiarato: “Impiegherò ogni sforzo per la pace”, mettendo a disposizione la rete diplomatica vaticana.
Il Papa si è rivolto direttamente ai leader mondiali: “Incontriamoci, dialoghiamo, negoziamo! La guerra non è mai inevitabile: le armi devono tacere”. Un appello che ha trovato immediata eco nel presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha ringraziato il Santo Padre per la disponibilità della Santa Sede a mediare per il ripristino della pace, rilanciando la proposta di un incontro ad alto livello con la Russia.
Leone XIV sottolinea che la pace cristiana non è la fine silenziosa dei conflitti, ma un dono fatto di perdono, riconciliazione e coraggio. Denuncia la brutalità della guerra e i massacri di giovani vite, ribadendo che la vera grandezza si misura nella capacità di costruire pace, non distruzione.
Il cardinale Pietro Parolin ha confermato l’intenzione del Papa di costruire ponti di dialogo fin dall’inizio del suo pontificato. Riguardo a un possibile viaggio a Kiev, ha parlato di “ipotesi prematura”, lasciando intendere però che la prima visita papale potrebbe avvenire a Nicea.
Durante l’udienza giubilare in Aula Paolo VI, gremita da fedeli orientali – melchiti, caldei, siriaci – il Papa ha rivolto un forte appello ai pastori del rito latino a rispettare l’identità delle comunità cattoliche orientali, spesso costrette a fuggire da guerre e crisi umanitarie. Tante le bandiere dei paesi in conflitto – dall’Ucraina all’Iraq – a testimonianza delle storie di sofferenza presenti in Vaticano.
Tra gli incontri significativi della giornata, anche quello con il tennista Jannik Sinner, al quale Leone XIV ha rifiutato ironicamente una sfida sul campo vaticano per non rompere nulla, scherzando sul suo abito bianco: “A Wimbledon forse mi farebbero giocare”. Ha incontrato anche figure centrali della Chiesa come il cardinale Sean O’Malley e mons. Rino Fisichella, confermando gli appuntamenti del prossimo Giubileo, e i vertici dell’Opus Dei, organizzazione sottoposta a riforma sotto il pontificato di Francesco.
Un inizio che promette un papato all’insegna della pace, del rispetto e della mediazione diplomatica. La messa d’insediamento, prevista per domenica 18 maggio, potrebbe già diventare occasione per importanti incontri bilaterali, come avvenne con il funerale di Papa Francesco.










