La Francia si ferma per ricordare il 13 novembre 2015, la notte in cui il terrorismo jihadista colpì il cuore di Parigi. A dieci anni di distanza, la capitale francese commemora le 132 vittime degli attentati coordinati dallo Stato Islamico, che in cinque ore di terrore seminarono morte dallo Stade de France ai bistrot dei quartieri popolari, fino alla sala concerti Bataclan, dove morirono 90 persone, tra cui l’italiana Valeria Solesin.
Quella sera, mentre si giocava l’amichevole Francia-Germania e i bar del decimo e undicesimo arrondissement erano pieni di giovani, i terroristi attaccarono con armi automatiche e cinture esplosive. Le immagini delle sparatorie, delle fughe e delle sirene di polizia in tutta la città segnarono per sempre la memoria collettiva. Al Bataclan, tre attentatori francesi affiliati all’Isis aprirono il fuoco durante un concerto degli Eagles of Death Metal, trasformando la serata in una carneficina durata tre ore.
Alla fine degli attacchi, il presidente François Hollande dichiarò lo stato d’emergenza e la chiusura delle frontiere. Tutti i membri dei commando furono uccisi, tranne Salah Abdeslam, catturato mesi dopo e condannato all’ergastolo. Le indagini successive smantellarono una rete di fiancheggiatori tra Francia e Belgio.
Per commemorare il decennale, il presidente Emmanuel Macron si recherà in raccoglimento nei luoghi simbolo della tragedia — lo Stade de France, i bistrot colpiti e il Bataclan — prima di inaugurare il “Giardino della Memoria del 13 novembre” in place Saint-Gervais. La cerimonia, curata da Thierry Reboul e Thomas Jolly, avrà come tema la musica, simbolo di vita e libertà contro la violenza cieca del terrorismo.
Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha disposto l’aumento della vigilanza per prevenire nuovi rischi, mentre ai cittadini è stato chiesto di portare fiori, candele e messaggi










