La sesta Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) conferma l’Italia come leader europeo nella realizzazione del Piano, sia per il numero di obiettivi raggiunti che per le risorse ricevute. Lo ha sottolineato la premier Giorgia Meloni, ribadendo l’impegno del governo a completare riforme e investimenti.

Secondo il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti, il 92% del PNRR è stato attivato o è in fase di attivazione, con una spesa pari a 63,9 miliardi di euro, corrispondente al 52% delle risorse disponibili. Tuttavia, ha avvertito che sarà necessario un grande sforzo per raggiungere gli obiettivi delle ultime tre rate del Piano, valutando anche possibili aggiustamenti.
La Corte dei Conti ha evidenziato che gli obiettivi del PNRR sono in linea con le previsioni, ma permangono alcune criticità, soprattutto in vista della scadenza del Piano a giugno 2026. In particolare:

Progressi significativi in digitalizzazione, transizione ecologica e infrastrutture.

Ritardi nelle missioni legate a istruzione, inclusione sociale e sanità.

Rinvio di 2,4 miliardi di spese previste per il biennio 2023-2024, con un incremento della spesa nel 2025-2026.

Carenza di personale negli uffici di controllo, che rallenta le verifiche di spesa.

Mancata trasparenza nei dati aggiornati sulla piattaforma ReGiS, creando disallineamenti nelle informazioni ufficiali.
A fronte delle criticità evidenziate, le forze di opposizione – tra cui PD, M5S, Azione e IV – hanno chiesto che la premier Meloni riferisca in Parlamento sulla reale situazione del PNRR. I parlamentari denunciano una mancanza di trasparenza e temono che il governo stia valutando di chiedere una proroga del Piano al 2027 senza fornire spiegazioni chiare.

Il sottosegretario all’Economia Federico Freni ha annunciato che la relazione semestrale sullo stato di attuazione del PNRR verrà trasmessa al Parlamento la prossima settimana, fornendo tutte le risposte richieste.
L’Italia si conferma ai vertici in Europa per l’attuazione del PNRR, ma le difficoltà nella gestione delle risorse e i ritardi in alcuni settori sollevano dubbi e richieste di chiarimenti. Il confronto tra governo e opposizione si preannuncia acceso, mentre il Paese attende risposte sulla reale sostenibilità e trasparenza dell’attuazione del Piano.