La 33ª Pontida della Lega segna una svolta verso toni sempre più radicali. Dal palco, Matteo Salvini ribadisce il no alla guerra e all’accoglienza degli stranieri “che non si vogliono integrare”, annunciando una grande manifestazione nazionale il 14 febbraio, ispirata ai cortei anti-Islam e anti-irregolari visti in altre capitali europee.
Il leader del Carroccio ha promesso che l’Italia non invierà soldati in Ucraina: “Non manderemo mai i nostri figli a combattere. L’Italia è contro la guerra”. Da domani, ha aggiunto, la Lega presenterà nei consigli comunali mozioni per ribadire questa posizione.
L’attenzione del pubblico si è però concentrata soprattutto su Roberto Vannacci, ex generale dei parà e nuovo vicesegretario del partito, che ha infiammato i militanti con un discorso dai toni anti-Islam e anti-immigrazione: “Non ci rassegniamo alla società meticcia e all’islamizzazione delle nostre città. Lo straniero è quello dei porti aperti che ruba, rapina e impone la sua cultura”.
Sul palco, accanto ai simboli storici del movimento, anche ospiti internazionali come Santiago Abascal (Vox), Jordan Bardella (Rassemblement National) e il figlio di Jair Bolsonaro, in un coro sovranista che ha rafforzato l’immagine di Pontida come vetrina dei movimenti populisti europei.
Nel suo intervento finale, Salvini ha ribadito la linea: blindare i confini italiani, contrastare l’integralismo islamico e difendere “i valori e le libertà della civiltà occidentale”.










