Nel giorno della Festa dei lavoratori, CGIL, CISL e UIL sono tornati a manifestare insieme, scegliendo come luogo simbolico Marghera, alle porte di Venezia. Al centro della mobilitazione lo slogan del “lavoro dignitoso”, che ha unito migliaia di persone in piazza attorno ai temi dell’occupazione stabile, della sicurezza e di salari adeguati.
Dopo un Primo maggio celebrato lo scorso anno in tre città diverse, i sindacati hanno ritrovato una voce comune almeno sui principi fondamentali: contrastare la precarietà, combattere i contratti pirata e garantire una retribuzione equa. Tuttavia, l’unità mostrata sul palco non cancella le differenze di giudizio sul decreto lavoro approvato dal governo proprio alla vigilia della ricorrenza.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha difeso il provvedimento definendolo un passo concreto a favore dei lavoratori. Secondo Meloni, il principio del “salario giusto” si traduce nella scelta di destinare risorse pubbliche alle imprese che rispettano i diritti dei dipendenti, penalizzando invece chi sfrutta o ricorre a contratti irregolari.
Di tutt’altro avviso il segretario della CGIL, Maurizio Landini, che dalla piazza ha attaccato duramente l’esecutivo. Il decreto, ha sostenuto, non porta benefici diretti ai lavoratori, ma favorisce le imprese, senza incidere realmente su salari e precarietà. Landini ha inoltre denunciato il rischio di un aumento della fuga dei giovani dal Paese, accusando il governo di fare “propaganda” senza interventi strutturali.
Più concilianti le posizioni degli altri sindacati. Daniela Fumarola per la CISL e Pierpaolo Bombardieri per la UIL hanno riconosciuto nel decreto un primo passo nella giusta direzione, pur evidenziando criticità. Tra queste, il meccanismo di adeguamento dei contratti scaduti, ritenuto insufficiente e potenzialmente disincentivante per i rinnovi. Entrambi hanno inoltre ribadito la necessità di intervenire con maggiore decisione sulla sicurezza sul lavoro, arrivando a proporre l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro.
Alla manifestazione hanno preso parte anche esponenti politici dell’opposizione, tra cui Elly Schlein e Nicola Fratoianni, che hanno sottolineato l’importanza di una mobilitazione unitaria per difendere la dignità del lavoro e contrastare precarietà e sfruttamento.
Nonostante le divergenze, i sindacati hanno ribadito la volontà di mantenere un fronte comune sui diritti fondamentali. Un segnale importante in un contesto segnato da tensioni sociali e da un acceso confronto tra governo e parti sociali sul futuro del lavoro in Italia.










