Cresce la tensione negli Stati Uniti dopo una nuova ondata di proteste contro le politiche migratorie dell’amministrazione Trump. La procuratrice generale Pam Bondi ha annunciato l’arresto di 16 persone a Minneapolis, accusate di aver aggredito agenti federali durante manifestazioni di protesta. In un messaggio diffuso sui social, Bondi ha ribadito che “nulla fermerà il presidente Trump nell’applicazione della legge”, anticipando che potrebbero seguire ulteriori arresti.
Le manifestazioni si sono estese anche a New York, dove decine di persone sono state fermate a Manhattan dopo aver occupato la hall di un hotel nel quartiere di Tribeca. Secondo i manifestanti, nella struttura alloggiavano agenti dell’Ice, l’agenzia federale per l’immigrazione, impegnata nelle operazioni di repressione contro gli immigrati irregolari.
Le proteste di New York hanno fatto seguito a quelle scoppiate nei giorni precedenti a Minneapolis, città profondamente scossa dall’uccisione di Renee Good e Alex Pretti da parte di agenti dell’Ice. Episodi che hanno ulteriormente alimentato la rabbia dei residenti, già critici nei confronti dei metodi ritenuti violenti delle forze federali. Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, attraverso un portavoce, ha elogiato i manifestanti per l’esercizio pacifico dei loro diritti e la polizia per la gestione dell’ordine pubblico, sottolineando come la protesta si sia conclusa senza gravi incidenti.
Intanto, i due agenti federali coinvolti nella sparatoria costata la vita ad Alex Pretti sono stati posti in congedo amministrativo, in attesa degli sviluppi delle indagini.
Il clima resta teso anche sul piano politico. A Minneapolis, durante un’assemblea pubblica, la deputata democratica Ilhan Omar è stata bersaglio di un’aggressione: un uomo le ha spruzzato addosso una sostanza non identificata con una siringa prima di essere bloccato dalla sicurezza. Nonostante l’attacco, la parlamentare ha proseguito il suo intervento, invitando alla resilienza “di fronte a qualsiasi intimidazione”. L’episodio è avvenuto in un contesto segnato dalla forte mobilitazione contro la repressione anti-immigrazione e dall’escalation delle tensioni sociali.










