Secondo il Rapporto Vaccini dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), i vaccini continuano a essere tra i prodotti farmaceutici più sicuri. Nel 2022, escluse le vaccinazioni contro il Covid-19, in Italia sono state somministrate circa 19 milioni di dosi di vaccini, con circa 9 mila reazioni avverse segnalate, pari a 47,8 segnalazioni ogni 100 mila dosi. Questo rappresenta una riduzione del 39% rispetto all’anno precedente, dovuta principalmente alla conclusione di progetti di farmacovigilanza attiva.
Il 93,5% delle segnalazioni ha riguardato eventi avversi non gravi, come febbre, reazioni locali, pianto, irritabilità, diarrea, vomito, mal di pancia, sonnolenza, mal di testa e convulsioni. Solo il 6,5% delle segnalazioni è stato classificato come grave, con un 1,6% che ha richiesto il ricovero. Al momento della segnalazione, il 78% degli eventi avversi sospetti si era già risolto senza conseguenze, l’8% era in miglioramento e lo 0,7% era in fase di guarigione con postumi. Rimane un 3% di casi non ancora guariti.
Il rapporto ha rilevato anche 7 decessi dopo la somministrazione del vaccino, ma in nessun caso è stato possibile individuare il vaccino come causa del decesso. Sei di questi decessi sono avvenuti dopo la vaccinazione antinfluenzale in persone anziane con patologie complesse, mentre l’altro caso riguardava un bambino di 2 anni con patologie preesistenti.
Il presidente dell’AIFA, Robert Nisticò, ha sottolineato l’importanza della sorveglianza degli eventi avversi post-vaccinazione, affermando che il rapporto beneficio-rischio dei vaccini pende decisamente a loro favore.
Nel frattempo, l’AIFA ha avvertito di una rapida crescita dei casi di morbillo nel 2024, con 864 casi registrati fino ad agosto. Il morbillo è particolarmente preoccupante per le sue gravi complicanze, come l’encefalite, che può essere mortale nel 15% dei casi e causare danni permanenti nel 40% dei casi. Le coperture vaccinali stanno migliorando, con una copertura del 94,4% nei bambini sotto i 24 mesi, vicina alla soglia del 95% necessaria per l’immunità di gregge. Tuttavia, le fasce di età più grandi presentano tassi di copertura più bassi.










