Polizia e carabinieri davanti al capannone dove da sabato è in corso un rave party nella zona nord di Modena in prossimità del quartiere fieristico e dell'ingresso dell'autostrada A1, Modena, 31 ottobre 2022. ANSA/ELISABETTA BARACCHI

Sono in corso le trattative delle forze dell’ordine nei confronti degli occupanti del capannone abbandonato in via Marino per il rave party di Modena. Si tenta una soluzione di sgombero pacifica.

Al momento decine di pattuglie e blindati rimangono di fronte all’edificio in disuso, all’interno del quale si continua a ballare ma con la musica più bassa rispetto alla notte.

Anche il numero degli occupanti sta diminuendo e sembra si punti a far loro lasciare il capannone in maniera spontanea. Stretta del Governo di centrodestra anche sui rave party. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, porterà domani in Consiglio dei ministri una prima bozza di provvedimento “per dare nuovi e più efficaci strumenti di prevenzione e intervento”. Si punta alla confisca di camion, furgoni, amplificatori ed altre apparecchiature musicali usate dagli organizzatori dei raduni, a carico dei quali scatterebbe anche l’obbligo del ripristino dei luoghi danneggiati. Critiche dal Pd, che invita a non “dare fuoco alle polveri salviniane o accendere ulteriori micce col risultato finale di ricorrere a manganelli, maniere forti inutili e dannose”. Sul piano preventivo, poi, l’obiettivo è sapere in anticipo quando e dove questi eventi si terranno per presidiare gli accessi all’area, perché una volta che sul posto è confluita una massa di gente, le operazioni di sgombero diventano rischiose. E’ quindi necessario accendere una luce sulle chat e sui canali social coperti utilizzati da chi li organizza: serve, ciò la possibilità di fare intercettazioni come per reati di particolare gravità. Salvini plaude all’annuncio di Piantedosi: “Basta rave party illegali, delinquenti che spadroneggiano, istituzioni umiliate: ora si cambia!” esulta il ministro delle Infrastrutture. “Finalmente – gli fa eco la deputata di Fratelli d’Italia Ylenja Lucaselli – si cambia marcia rispetto ad un fenomeno che, generalmente, rappresenta terreno di coltura anche per la diffusione di stupefacenti”.