Seggi aperti fino  alle 15 di oggi per il referendum costituzionale sulla giustizia, ma già a metà della prima giornata il dato sull’affluenza nazionale offre una prima indicazione significativa. Alle ore 19 di ieri aveva votato il 38,9% degli aventi diritto, quasi dieci punti in più rispetto al 29,7% registrato nel 2020 per il referendum sul taglio dei parlamentari, anch’esso svolto su due giorni e senza quorum.

Secondo i dati storici, si tratta della partecipazione più alta per un referendum del terzo millennio con urne aperte tra domenica e lunedì. Un dato che ha spinto partiti e comitati a iniziare le prime valutazioni politiche, anche se il risultato resta incerto.

Le percentuali più alte si registrano in Emilia-Romagna, con oltre il 46% dei votanti, seguita da Lombardia e Toscana, tutte regioni con tradizioni politiche differenti. Proprio per questo, secondo diversi analisti, l’affluenza elevata non permette di trarre conclusioni immediate sull’esito del voto. I sondaggisti parlano di situazione imprevedibile, sottolineando però che una partecipazione così ampia renderà il risultato politicamente rilevante, sia per il governo sia per gli equilibri tra le opposizioni.

La giornata di voto è stata accompagnata dalle immagini dei principali leader politici ai seggi. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha votato a Palermo, mentre i leader dei partiti hanno espresso il proprio voto in diverse città: Matteo Salvini a Roma, Antonio Tajani a Fiuggi, Elly Schlein e Giuseppe Conte nella capitale. Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato che voterà prima della chiusura dei seggi.

Non sono mancate polemiche e segnalazioni di presunte irregolarità. In alcune località sono stati denunciati manifesti strappati, sospetti di propaganda elettorale nei pressi dei seggi e contestazioni sull’utilizzo di mezzi pubblici per accompagnare elettori al voto. In altri casi, invece, sono stati segnalati cambiamenti organizzativi considerati positivi, come la divisione degli elettori ai seggi in ordine alfabetico anziché per genere.

Tra gli episodi curiosi della giornata, il voto di una elettrice di 104 anni in provincia di Pisa, simbolo di una partecipazione che, numeri alla mano, appare più alta del previsto e destinata a rendere il risultato del referendum particolarmente significativo sul piano politico.