Sono circa 11,5 milioni gli elettori chiamati alle urne, fino a lunedì, per scegliere i nuovi governatori di Veneto, Campania e Puglia e i rispettivi Consigli regionali. La tornata chiude un lungo ciclo elettorale iniziato a settembre che ha coinvolto anche Marche, Valle d’Aosta, Calabria e Toscana.
I dati del Viminale indicano una partecipazione più bassa rispetto al 2020:Veneto al 29,31% (–6%), Puglia al 23,67% (–4%), Campania al 25,87% (in linea con cinque anni fa). Nonostante gli appelli dei leader, l’astensione resta alta e rappresenta un’incognita per gli equilibri finali. Il voto rappresenta un nuovo test per il confronto tra centrodestra e centrosinistra, ma anche per i rapporti interni ai partiti. In Veneto, dopo lo stop della Consulta alla possibilità del terzo mandato, Luca Zaia si è candidato solo con la Lega, senza una lista personale. La sua performance in termini di preferenze potrebbe rafforzarne il peso nazionale e aiutare il Carroccio nella sfida interna con Fratelli d’Italia per il primato nel centrodestra. Il duello per la presidenza è tra Alberto Stefani (centrodestra) e Giovanni Manildo (centrosinistra).
In Campania, fuori dai giochi per il terzo mandato, Vincenzo De Luca sostiene la lista “A testa alta”, in competizione con il Pd di Elly Schlein e con quella guidata dal figlio Piero De Luca.
Il centrodestra spera in una rimonta di Edmondo Cirielli contro Roberto Fico, sostenuto dal campo largo progressista. La campagna è stata segnata dalle polemiche sul presunto posto barca scontato di Fico, che ha provocato accuse di violazione del silenzio elettorale da parte di vari esponenti FdI.
In Puglia, dove si vota per il successore di Michele Emiliano, il centrosinistra si presenta unito. Favorito è Antonio Decaro, ex sindaco di Bari e recordman di preferenze europee, contrapposto a Luigi Lobuono. Un risultato forte potrebbe consacrare Decaro come figura di riferimento dell’area riformista del Pd.
Oggi pomeriggio, alla chiusura delle urne, si chiuderà ufficialmente la stagione elettorale 2025. Il centrosinistra confida di prevalere nel voto complessivo, rafforzando il progetto del “fronte progressista” guidato da Elly Schlein, mentre il centrodestra punta ad affermarsi come prima coalizione nonostante il rischio astensione. L’esito complessivo potrebbe influenzare non solo i futuri equilibri regionali, ma anche la corsa verso le elezioni politiche del 2027.










