I rettori delle università italiane confermano la loro opposizione al boicottaggio della ricerca e della collaborazione con gli atenei israeliani. La presidente della Crui, Giovanna Iannantuoni, ha chiarito che nessun ateneo ha votato per tale boicottaggio, sebbene alcuni Senati accademici abbiano sospeso singoli bandi. Questo posizionamento è stato ribadito durante una seduta della Conferenza dei rettori a Roma.

La ministra Anna Maria Bernini ha sottolineato che l’università non è una zona franca e non concede impunità a chi commette reati. Tuttavia, la posizione dei rettori sembra essere più flessibile rispetto alle settimane precedenti.

I rettori concordano sul fatto che le proteste degli studenti siano legittime e che la mobilitazione giovanile debba essere tollerata e gestita senza ricorrere a misure drastiche. Tuttavia, si sottolinea la necessità di rispettare i limiti della legalità durante le proteste.

La Giunta della Crui ha avanzato suggerimenti su come affrontare le crisi internazionali, proponendo modalità alternative per svolgere eventi in caso di interruzioni o fenomeni di intolleranza. Si evidenzia anche che la mobilitazione degli studenti interpella sul ruolo che le università devono avere nella promozione della pace e della responsabilità sociale.

La ministra Bernini ha ribadito che la scienza deve essere libera e che il boicottaggio non è accettabile. Nel frattempo, alcuni studenti rimangono incatenati e in sciopero della fame davanti al rettorato dell’Università La Sapienza a Roma, chiedendo un dialogo con la rettrice Antonella Polimeni.