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Fino al 3 maggio non cambia nulla: è stato questo in sintesi il messaggio filtrato. Alcune Regioni in particolare premevano per qualche riapertura prima del 3 maggio, giorno in cui scadrà il lockdown previsto dall’ultimo Dpcm. Ma il piano è quello di una ripartenza in condizioni di massima sicurezza e un’intesa tra il governo e le Regioni per avere delle linee guida nazionali per la ripresa delle attività economiche.

“Le notizie sin qui filtrate circa l’apertura di attività produttive o l’allenamento di misure restrittive per lunedì prossimo sono prive di fondamento. Per la settimana prossima rimangono in vigore le misure già previste, che scadono il 3 maggio, e non è prevista nessuna modifica”, hanno fatto sapere fonti di Palazzo Chigi alla luce dell’incontro con i governatori ma anche con Comuni e Province. “Le Regioni hanno convenuto sulla opportunità di avere delle linee guida nazionali” per rimettere in moto il Paese messo in ginocchio dal Covid19 “così da gestire in modo coordinato e uniforme questa ripresa delle attività economiche”, spiegano ancora le stesse fonti.

Poi arriva il post del premier Giuseppe Conte su Facebook. “Gli effetti positivi di contenimento del virus e di mitigazione del contagio si iniziano a misurare, ma non sono ancora tali da consentire il venir meno degli obblighi attuali e l’abbassamento della soglia di attenzione”, scriveal termine della riunione della cabina di regia sullo “schema di lavoro per la ’fase due’ che l’Esecutivo sta portando avanti, coadiuvato dalla task force di esperti e dal comitato tecnico scientifico”.

“Nel frattempo continua incessantemente il lavoro del Governo a un programma nazionale che possa consentire una ripresa di buona parte delle attività produttive in condizioni di massima sicurezza, che tenga sempre sotto controllo la curva epidemiologica e la capacità di reazione delle nostre strutture ospedaliere”, spiega Conte, sottolineando che “anche i rappresentanti dei governi locali hanno espresso adesione al disegno dell’Esecutivo di adottare un piano nazionale contenente linee guida omogenee per tutte le Regioni, in modo da procedere, ragionevolmente il 4 maggio, a una ripresa delle attività produttive attualmente sospese, secondo un programma ben articolato, che contemperi la tutela della salute e le esigenze della produzione”.

“Un piano così strutturato dovrebbe garantirci condizioni di massima sicurezza nei luoghi di lavoro e sui mezzi di trasporto -evidenzia il presidente del Consiglio-. Dovremo proseguire nel confronto con tutte le parti sociali e le associazioni di categoria per ribadire la comune volontà di rafforzare il protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro, già approvato lo scorso mese di marzo, e di continuare sulla strada del potenziamento dello smart working”.

“Sul fronte delle misure di tutela della salute -conclude-, il Governo continua a lavorare per implementare i Covid hospital, l’assistenza territoriale e usare al meglio le applicazioni tecnologiche e i test per riuscire a rendere sempre più efficiente la strategia di prevenzione e di controllo del contagio”.