Una scritta contenente un elenco di otto nomi di studentesse e uno di uno studente, accompagnata dalla dicitura “lista di stupri”, è stata rinvenuta nel bagno maschile del liceo Giulio Cesare, nel quartiere Trieste a Roma. L’episodio ha scosso profondamente la comunità scolastica ed è stato denunciato dal collettivo studentesco Zero Alibi e dai rappresentanti d’istituto, che hanno definito il gesto “un atto violento e sessista” e hanno organizzato una mobilitazione nel cortile dell’istituto per chiedere maggiore sensibilizzazione sul tema.

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha parlato di “fatto grave da indagare e sanzionare duramente”, annunciando verifiche sui percorsi di educazione al rispetto e alle relazioni recentemente introdotti nelle scuole. Anche la sottosegretaria Paola Frassinetti ha auspicato che i responsabili vengano individuati e puniti.

La dirigente scolastica, Paola Senesi, ha espresso solidarietà alle studentesse e agli studenti coinvolti, ribadendo che il liceo non tollererà episodi di violenza e lavorerà per promuovere una cultura basata sul rispetto reciproco e sulla parità di genere.

Il caso richiama un precedente avvenuto nel 2024 al liceo Visconti di Roma, dove era comparsa una “lista delle conquiste”. L’episodio ha riacceso il dibattito politico: dal Partito Democratico, che chiede l’introduzione strutturale dell’educazione affettiva nelle scuole, a Italia Viva, che denuncia una cultura “degradata e degradante”, fino alla Lega, che definisce l’accaduto “raccapricciante” e chiede sanzioni severe. Anche esponenti di Avs, +Europa e Noi Moderati sollecitano percorsi educativi più incisivi e un impegno corale di famiglie, istituzioni e scuola per contrastare la violenza di genere.

L’intero episodio evidenzia la necessità, condivisa trasversalmente, di rafforzare gli strumenti educativi e culturali per prevenire comportamenti violenti e sessisti negli ambienti scolastici.