La Russia ha annunciato la propria disponibilità a riaprire il dialogo diplomatico con l’Ucraina: una nuova sessione di negoziati è prevista per il 2 giugno a Istanbul. In quell’occasione, la delegazione russa presenterà un “memorandum di pace”. Tuttavia, l’Ucraina vuole arrivare preparata all’incontro e ha chiesto di ricevere in anticipo il testo del documento per evitare che il colloquio si riveli “vuoto”.

Kiev ha inoltre proposto un incontro a tre con Vladimir Putin, Volodymyr Zelensky e Donald Trump, ma il Cremlino ha respinto l’idea, affermando che un summit del genere potrà avvenire solo dopo specifici accordi preliminari.

Nel frattempo, la Germania ha ribadito il suo sostegno a Kiev: il cancelliere Friedrich Merz ha promesso nuovi aiuti militari, inclusi 5 miliardi di euro e il supporto alla produzione di armi a lungo raggio. Questa mossa ha provocato una dura reazione russa, con il ministro degli Esteri Lavrov che ha chiesto alla politica tedesca di fermare l’escalation. Anche in Italia il tema divide: la Lega accusa Berlino di alimentare il rischio di una terza guerra mondiale, mentre il ministro Antonio Tajani ha ribadito che le armi italiane devono essere usate solo nel territorio ucraino.

Sul fronte militare, Zelensky ha denunciato che oltre 50.000 soldati russi sono stati schierati nella regione di Sumy, con l’obiettivo di creare una zona cuscinetto. In risposta, l’Ucraina afferma di aver colpito industrie russe impegnate nella produzione di droni e missili. Mosca ha confermato l’attacco, definendolo uno dei più significativi finora.

Parallelamente, un rapporto delle Nazioni Unite accusa l’esercito russo di aver commesso crimini contro l’umanità nella regione di Kherson, utilizzando droni contro civili.

Le condizioni russe per la pace, secondo fonti del Cremlino, includono la neutralità dell’Ucraina, la revoca di alcune sanzioni, la garanzia per i diritti dei russofoni e, soprattutto, l’impegno scritto da parte dell’Occidente a non espandere la NATO a est. Una posizione che Kiev considera inaccettabile, accusando Mosca di voler solo guadagnare tempo senza reali intenzioni di pace.

Intanto, Donald Trump ha dichiarato che tra due settimane si capirà se Putin “sta prendendo in giro il mondo o meno”, esprimendo delusione per i recenti raid russi ma senza annunciare nuove sanzioni, per non ostacolare i negoziati in corso.