Il Cremlino ha intensificato le tensioni globali con l’annuncio della produzione in massa del missile ipersonico balistico “Oreshnik”, in grado di colpire obiettivi in tutta Europa. Vladimir Putin ha definito il missile una “garanzia dell’integrità territoriale e della sovranità della Russia”, evidenziando la sua velocità supersonica e la capacità di eludere qualsiasi sistema di difesa aerea.
Il generale Serghei Karakayev ha illustrato l’efficacia del nuovo sistema, capace di neutralizzare bersagli isolati o aree protette con precisione e potenza. Mosca ha già testato l’Oreshnik in azioni contro l’Ucraina, colpendo una fabbrica di componenti missilistiche a Dnipro, e intende utilizzarlo per mantenere l’equilibrio strategico con gli Stati Uniti, considerati una minaccia crescente.
La reazione ucraina non si è fatta attendere: il presidente Zelensky ha chiesto ai partner occidentali nuovi sistemi di difesa aerea per contrastare i rischi posti dai missili ipersonici. La Nato discuterà la questione in una riunione straordinaria martedì prossimo.
Il lancio dell’Oreshnik è stato presentato da Mosca come una risposta all’autorizzazione data dagli Stati Uniti all’Ucraina di utilizzare missili a lungo raggio per colpire il territorio russo. Parallelamente, si intensificano i rapporti tra Mosca e Pyongyang: la Corea del Nord ha inviato 11.000 soldati per supportare l’esercito russo, ricevendo in cambio missili antiaerei e supporto economico.
Le reazioni internazionali sono dure: il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha definito l’uso del missile una “spaventosa escalation”, mentre il premier polacco Donald Tusk ha avvertito che la minaccia di un conflitto globale è “seria e reale”.
La Cina, intanto, ha esortato le parti alla moderazione, invocando un cessate il fuoco immediato per scongiurare una nuova crisi internazionale. Tuttavia, l’escalation missilistica russa sottolinea la crescente instabilità e il rischio di una spirale di violenza sempre più difficile da contenere.










