Lo sciopero generale di 24 ore proclamato dall’Usb ha causato rallentamenti e disagi diffusi nei trasporti pubblici italiani, senza però arrivare alla paralisi totale del servizio prevista alla vigilia.
La mobilitazione è stata indetta dall’organizzazione sindacale per sostenere “l’appello della Global Sumud Flotilla” e per protestare contro “guerra, carovita, sfruttamento e politiche di riarmo”, con una piattaforma che ha coinvolto lavoratori dei trasporti e di altri settori strategici.
Nella capitale la giornata è stata segnata da un servizio a due velocità. Dopo una sospensione mattutina, la linea C della metropolitana è stata riattivata, mentre le linee A e B hanno funzionato regolarmente. Più pesanti gli effetti sul trasporto di superficie, con una riduzione delle corse degli autobus e attese fino a un’ora alle fermate. Molti turisti, soprattutto nella zona di San Pietro, hanno scelto di spostarsi a piedi dopo lunghe attese.
A Milano la situazione è rimasta nel complesso stabile: cancellati alcuni treni regionali, ma metropolitane e trasporto urbano hanno funzionato senza particolari criticità. Servizi sostanzialmente regolari anche in Toscana e a Firenze.
A Napoli si è registrata una breve sospensione della linea 1 della metropolitana, poi ripristinata. Regolari invece la linea 2, la linea 6 e le funicolari, mentre il trasporto gestito da Eav non è stato coinvolto.
Situazione più complessa a Venezia, dove l’adesione allo sciopero ha raggiunto livelli più elevati, con oltre il 60% delle corse dei vaporetti sospese, provocando disagi nella mobilità su acqua.
Nonostante le difficoltà locali, non si è verificata la temuta paralisi del sistema dei trasporti. Secondo il Codacons, i servizi essenziali sono stati comunque garantiti nella maggior parte del Paese, con solo riduzioni di corse in alcune aree.
Il gruppo Fs ha ricordato che lo sciopero ha coinvolto il personale dalle 21 di domenica alle 21 di lunedì, con possibili ripercussioni anche fuori dalla finestra ufficiale. Come previsto dalla normativa, sono state attive le fasce di garanzia del trasporto pubblico, dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21.
L’Usb ha motivato la mobilitazione con una piattaforma ampia che include il rifiuto delle politiche di guerra e riarmo, la richiesta di maggiori investimenti in welfare, scuola e sanità e la difesa dei diritti dei lavoratori. Il sindacato ha parlato di una protesta contro “l’economia di guerra” e contro la “complicità dell’Italia nei conflitti internazionali”, rivendicando il diritto dei lavoratori a rifiutare attività legate al settore bellico.
Nel complesso, la giornata ha mostrato un Paese rallentato ma funzionante, con disagi diffusi ma senza blocchi generalizzati della mobilità urbana e ferroviaria.










