Diventa un caso nazionale la decisione del Dipartimento di Filosofia dell’Università di Bologna di non accettare la proposta dell’Accademia Militare di Modena di attivare un corso di filosofia riservato agli allievi ufficiali. A rendere pubblica la vicenda era stato il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Carmine Masiello.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito la scelta “incomprensibile” e “gravemente sbagliata”, ritenendola lesiva dei “doveri costituzionali” dell’università. Per la premier, un ateneo – quale “centro di pluralismo e confronto” – ha il dovere di valorizzare ogni percorso formativo e non può lasciarsi guidare da “pregiudizi ideologici”. La decisione, secondo Meloni, metterebbe persino in discussione il ruolo delle Forze Armate, presidio di sicurezza previsto dalla Costituzione.
La premier ha inoltre sottolineato l’importanza, per i militari, di una formazione anche umanistica, utile ad affrontare con maggiore visione e profondità le sfide operative.
A sostenere la posizione del governo è anche la ministra dell’Università, Anna Maria Bernini, che ha assicurato il proprio impegno: “Mi faccio garante della realizzazione del corso”. Da Modena ha annunciato inoltre la proposta di un gruppo interforze universitario regionale, coordinato dall’Università di Modena-Reggio Emilia, per rispondere alle esigenze formative dell’Accademia.
Il rettore dell’Università di Bologna, Giovanni Molari, ha respinto l’accusa di discriminazione, chiarendo che l’ateneo non ha mai negato l’iscrizione a nessuno: “Chiunque abbia i requisiti può accedere liberamente ai corsi, comprese le donne e gli uomini delle Forze Armate”. L’università ha inoltre ricordato la collaborazione pluridecennale con l’Accademia Militare, che prevede posti riservati per gli allievi ufficiali nel corso di Medicina Veterinaria.02
Duro il commento delle opposizioni. Nicola Fratoianni (Avs) accusa Meloni di creare “polveroni intimidatori” per nascondere le difficoltà del governo nel gestire scuola e ricerca. Sulla stessa linea Alfredo D’Attorre (Pd), che definisce “surreale” l’attacco della premier a un ateneo e ricorda come la formazione filosofica per gli ufficiali sia un obiettivo del tutto condivisibile.










