Come ormai accade ciclicamente con l’arrivo dell’estate, torna il dibattito sulla riforma della cittadinanza agli stranieri. Il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani ha rilanciato l’idea di uno “Ius scholae”, ossia la possibilità di concedere la cittadinanza ai figli di immigrati che abbiano completato un ciclo scolastico in Italia. Tuttavia, la proposta è stata accolta con scetticismo e ironia sia dalle opposizioni che dagli alleati di governo.
Tra le reazioni più caustiche, quella di Riccardo Magi (+Europa), che ha ribattezzato la proposta “Ius solae”, giocando sul termine romano “sola” (fregatura), per sottolineare il carattere puramente propagandistico dell’iniziativa. Anche Italia Viva ha criticato l’uscita, con Raffaella Paita che ha accusato Forza Italia di non voler realmente portare avanti la riforma, temendo l’opposizione della premier.
La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha infatti smorzato ogni entusiasmo, chiarendo che la riforma della cittadinanza non rientra nel programma di governo. Ha invitato tutte le forze della coalizione a concentrarsi sulle priorità condivise, escludendo lo Ius scholae dall’agenda comune.
Anche lo stesso Tajani, pur rilanciando il tema, ha ammesso che non si tratta di una priorità e ha rinviato ogni discussione a dopo l’estate, quando – sostiene – il calendario parlamentare sarà meno affollato. Ma per le opposizioni è solo l’ennesima manovra di facciata.
Maurizio Lupi (Noi Moderati) ha definito la proposta una forzatura dannosa per l’equilibrio della maggioranza. Per Ivan Scalfarotto (Italia Viva), è l’ennesimo bluff destinato a concludersi come sempre: Forza Italia rilancia temi moderati ma poi segue la linea della destra. Ironico anche Osvaldo Napoli (Azione), che bolla queste uscite come “penultimatum” buoni solo per i collezionisti.
In sintesi, lo Ius scholae torna al centro del dibattito politico, ma ancora una volta rischia di restare una promessa a vuoto, ostaggio degli equilibri interni della maggioranza e delle divergenze ideologiche nel centrodestra.










