È operativo il contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2025-2027. Con l’ultimo passaggio tecnico all’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, il rinnovo diventa efficace e riguarda circa 1,2 milioni di dipendenti, pari a quasi un terzo del personale pubblico.

Il nuovo contratto prevede aumenti strutturali medi di 137 euro mensili per l’intero comparto e arretrati fino a 1.253 euro. Per il settore scuola, gli incrementi medi saranno di 143 euro mensili per i docenti e di 107 euro per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Considerando il complesso degli incrementi retributivi mensili, si arriva a 412 euro per gli insegnanti e a 304 euro per il personale Ata.

Previsti anche gli arretrati: 855 euro per i docenti e 633 euro per gli Ata. Per gli altri settori del comparto, gli importi stimati raggiungono i 1.253 euro per il personale degli enti di ricerca, 1.034 euro per il personale Afam e 854 euro per quello universitario.

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha sottolineato che il contratto è “immediatamente efficace dalla sottoscrizione” e che, proprio per questo, aumenti e arretrati saranno corrisposti già nel periodo estivo. Valditara ha ricordato inoltre che, dall’insediamento del governo, sono stati firmati tre contratti nel comparto scuola, definendo il risultato “straordinario”.

Secondo il ministro, il rinnovo è stato reso possibile grazie ai finanziamenti previsti dalle leggi di bilancio e alle risorse aggiuntive stanziate dal Ministero per il personale scolastico: 300 milioni per il contratto 2019-2021 e 240 milioni per quello 2022-2024.

Soddisfazione anche da parte del ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, che ha parlato di “una grande notizia”. Zangrillo ha evidenziato soprattutto il valore del rispetto dei tempi, sottolineando che rinnovare i contratti nei termini previsti è possibile e rappresenta un cambio di passo concreto nella valorizzazione del lavoro pubblico.

Il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, ha rimarcato la rapidità della trattativa, conclusa in soli tre incontri negoziali. Per la prima volta, il comparto Istruzione e Ricerca ha aperto la tornata nazionale delle relazioni sindacali pubbliche. Un segnale, secondo Naddeo, che dimostra come la contrattazione possa essere rapida ed efficace quando ci sono risorse disponibili, volontà politica e collaborazione tra le parti.

Intanto all’Aran proseguono le trattative sulla parte normativa del contratto, che servirà a completare il quadro regolatorio del comparto Istruzione e Ricerca.