Dopo settimane di polemiche, arrivano i dati definitivi sul cosiddetto semestre filtro per l’accesso ai corsi di Medicina. Gli studenti idonei risultano 22.500, cioè coloro che hanno superato almeno un esame nei due appelli previsti. Un numero che supera di oltre 5.200 unità i posti disponibili, fissati a 17.278.

I risultati degli esami

Nei due appelli:

Biologia: oltre 21.000 promossi

Chimica: oltre 24.000

Fisica: oltre 11.000

Nelle materie scientifiche i voti pari o superiori a 18 sono stati più di 20.000, con un forte recupero nel secondo appello.

Il ministro dell’Università Anna Maria Bernini ha firmato il decreto che definisce le modalità di formazione della graduatoria nazionale, in vigore l’8 gennaio. Entreranno in graduatoria tre tipologie di studenti:

Sufficienze dirette: voti ≥18 accettati subito.

Sufficienze reintegrate: possibilità di ripristinare un voto positivo del primo appello, rifiutato, se il secondo è insufficiente (opzione esercitabile fino al 27 dicembre 2025).

Crediti da recuperare: per chi non ha raggiunto la sufficienza in una o due materie, con recupero da effettuare nell’ateneo assegnato.

Il punteggio finale considera solo i voti ≥18; le insufficienze non influiscono sulla graduatoria. In via transitoria, per l’anno accademico 2025/2026 le università potranno escludere questi voti dalla media finale su richiesta dello studente.

Gli studenti che non proseguiranno nel percorso potranno comunque immatricolarsi ad altri corsi entro il 6 marzo 2026.

La riforma continua però a suscitare contestazioni. Il comitato Medicina Senza Filtri denuncia “profili di grave illegittimità”, accusando il ministero di aver modificato di fatto la legge delega. L’Unione degli Studenti (Udu) annuncia un ricorso collettivo al TAR, parlando di norme poco chiare e di violazioni del diritto allo studio.

Nel pomeriggio, un presidio di protesta si è tenuto davanti al ministero dell’Università, organizzato dalla rete studentesca Cambiare Rotta.