Il 14 settembre segna un traguardo significativo per Papa Robert Francis Prevost, che oggi compie 70 anni. Un’età che non si vedeva per un Pontefice al momento dell’elezione da oltre trent’anni, dai tempi di Giovanni Paolo II. Ma per Prevost questa giornata non sarà all’insegna dei festeggiamenti, bensì del lavoro e della preghiera.

Il programma prevede infatti l’Angelus di mezzogiorno in Piazza San Pietro e, nel pomeriggio, la celebrazione ecumenica a San Paolo fuori le Mura in memoria dei nuovi martiri. Nonostante l’agenda fitta, non mancheranno gesti di affetto: i primi auguri arrivati sulla sua scrivania sono stati i coloratissimi disegni dei bambini ricoverati al Bambino Gesù, simbolo di speranza e pace, la stessa pace che il Papa invoca da mesi nei suoi appelli internazionali.

In questi quattro mesi di pontificato, Prevost ha dato prova di energia e determinazione. Oltre a rilanciare il messaggio di unità nella Chiesa, con gesti di apertura verso comunità diverse, ha intensificato l’impegno diplomatico per la fine dei conflitti in Ucraina e Medio Oriente. Il suo stile, improntato alla sobrietà e alla vicinanza, lo porta a chiedere più preghiere che regali, confermando l’immagine di un Pontefice schivo ma concreto.

Guardando avanti, sono in fase di studio i primi viaggi apostolici, probabilmente in Turchia e Libano, mentre il 2026 sarà l’anno delle missioni più impegnative. A breve, inoltre, è attesa la sua prima Esortazione Apostolica dedicata ai poveri, frutto di un lavoro iniziato dal suo predecessore.

Oggi, però, il Papa festeggerà in modo discreto, forse con un pranzo insieme ai confratelli agostiniani. E saranno soprattutto i fedeli – a partire dalla comunità peruviana di Roma – a trasformare una domenica ordinaria in una giornata di auguri e di gratitudine per il suo ministero.