Tra le colline della Scozia sud-occidentale si è raggiunto un accordo considerato “il più importante di sempre” sui dazi tra Stati Uniti e Unione Europea. Dopo mesi di negoziati, l’intesa è stata siglata nel resort di Donald Trump a Turnberry, in un incontro durato meno di un’ora con la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e il capo negoziatore europeo Maros Sefcovic.
L’accordo prevede una tariffa base del 15%, confermando quanto anticipato nei giorni scorsi. L’Ue investirà 600 miliardi di dollari negli Stati Uniti e acquisterà energia americana per 750 miliardi. Trump, che ha ottenuto l’esclusione del settore farmaceutico dall’intesa, ha rivendicato un riequilibrio delle relazioni commerciali a favore di Washington.
Von der Leyen ha sottolineato che l’accordo apre nuove opportunità per le imprese europee, specialmente nei settori dell’automotive e dei semiconduttori. Tuttavia, restano aperte questioni cruciali, come i dazi su acciaio e alluminio, che Trump ha confermato al 50%.
Il patto, definito da Berlino come una misura che “ha evitato una escalation inutile”, non è ancora definitivo: manca un testo ufficiale e gli sherpa dovranno sciogliere diversi nodi tecnici nelle prossime settimane. Giorgia Meloni, pur accogliendo positivamente l’intesa, ha dichiarato di voler analizzare nel dettaglio i termini dell’accordo.
Per l’Europa, il risultato rappresenta un compromesso che garantisce una maggiore stabilità in un momento di tensione commerciale, anche se non mancano le perplessità su alcuni punti strategici.










