Un nuovo e devastante attacco notturno ha colpito Kiev, causando 9 morti e 33 feriti, tra cui una bambina di 11 anni. Le bombe russe, lanciate tramite droni e missili, hanno colpito edifici residenziali e una scuola nella regione di Odessa. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito questi raid “assolutamente folli”.

Nel frattempo, emergono nuovi piani di assassinio contro Zelensky, sventati ancora una volta dai servizi segreti ucraini. Uno dei tentativi, orchestrato da Mosca, prevedeva un attentato presso l’aeroporto di Rzeszów, in Polonia, utilizzando droni esplosivi e cecchini. La cellula responsabile comprendeva un ex militare polacco reclutato ai tempi dell’URSS. Anche in Portogallo, due militanti di un gruppo neonazista avrebbero pianificato un attentato durante una visita ufficiale del presidente ucraino.

Alla vigilia del vertice NATO dell’Aia, dove l’Ucraina spera in un rilancio del supporto occidentale nonostante l’attenzione sia ora concentrata sulla crisi tra Israele e Iran, Zelensky è volato a Londra. Accolto dal re Carlo III e dal premier britannico Keir Starmer, ha ribadito l’importanza della collaborazione con il Regno Unito e ha chiesto nuove sanzioni contro la Russia.

Sul fronte diplomatico, il segretario generale della NATO Mark Rutte ha confermato il “percorso irreversibile” dell’Ucraina verso l’Alleanza, con 35 miliardi di euro di aiuti militari già promessi per il 2025. Rutte ha sottolineato la necessità di garantire a Kiev ciò che serve per difendersi e scoraggiare ulteriori aggressioni russe.

In un momento di gravi perdite e minacce crescenti, l’Ucraina resta al centro di una guerra che non accenna a fermarsi e si gioca ora anche sul terreno della sicurezza personale del suo presidente e della tenuta del sostegno internazionale.