La libertà potrebbe costare cara a Jacques e Jessica Moretti, proprietari del locale “Constellation” di Crans-Montana, indagati in Svizzera per omicidio, lesioni e incendio colposo dopo il devastante rogo di Capodanno che ha causato 40 morti e 116 feriti. La procura generale di Sion ha infatti chiesto una cauzione complessiva di 400mila franchi svizzeri, circa 430mila euro, per l’eventuale concessione di misure meno afflittive rispetto alla detenzione.
In attesa della decisione del Tribunale di garanzia del Cantone del Vallese, l’uomo resta in carcere, mentre la moglie è sottoposta all’obbligo di firma e al divieto di espatrio, con ritiro del passaporto. Tra le misure cautelari ipotizzate figura anche l’uso del braccialetto elettronico. Le richieste della procura si fondano soprattutto sul rischio di fuga, mentre i legali delle vittime hanno sollecitato anche la valutazione di un possibile inquinamento delle prove.
Parallelamente, le autorità svizzere stanno lavorando a un pacchetto di sostegni economici per le famiglie delle vittime. Sono previste misure di emergenza, contributi per le spese mediche e indennizzi più consistenti, in parte già regolati dalla legge federale sull’assistenza alle vittime di reati, che in alcuni casi potrebbe garantire risarcimenti superiori ai 200mila franchi. Resta invece separata la questione assicurativa, che sarà definita in base agli esiti giudiziari.
Il caso è seguito con attenzione anche dall’Italia. La procura di Roma ha aperto un’indagine per omicidio plurimo colposo, lesioni e incendio, mentre quella di Milano ha avviato le procedure per le autopsie su alcune delle vittime italiane. I legali dei familiari stanno inoltre procedendo alla costituzione di parte civile nell’inchiesta svizzera.
Sul piano diplomatico, è in corso un confronto costante tra le autorità italiane e quelle elvetiche. L’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha parlato di un clima di piena collaborazione con il Cantone del Vallese e con il governo federale, ricevendo assicurazioni che l’inchiesta sarà condotta con rigore e indipendenza. Da Bruxelles, intanto, la Commissione europea ha chiarito che un’eventuale partecipazione al procedimento giudiziario dipenderà dai presupposti previsti dai Trattati e dal diritto nazionale.
Nelle prossime ore è attesa la decisione del Tribunale vallesano sulle misure cautelari per i coniugi Moretti, una settimana dopo il lungo interrogatorio durato quasi sette ore. Un passaggio cruciale in un’inchiesta che continua a scuotere la Svizzera e i Paesi coinvolti, alla ricerca di risposte su una delle tragedie più gravi degli ultimi anni.










