Dopo oltre sei ore e mezza di interrogatorio davanti alla Procura di Sion, Jacques Moretti, imprenditore francese e titolare del disco bar Le Constellation di Crans-Montana, è stato trasferito in stato di fermo a bordo di un mezzo della polizia cantonale vallesana. Nei suoi confronti, la procuratrice generale Béatrice Pilloud ha avanzato una richiesta formale di arresto, ritenendo concreto il pericolo di fuga.
Moretti e la moglie Jessica Maric sono indagati per omicidio, lesioni e incendio in relazione al devastante rogo scoppiato nella notte di Capodanno nel locale, tragedia costata la vita a 40 persone, molte delle quali giovanissime. Secondo la magistratura svizzera, le dichiarazioni rese dall’imprenditore, unite al suo percorso personale e alla rete di relazioni in Svizzera e all’estero, giustificherebbero una misura cautelare particolarmente severa.
Diversa, almeno per ora, la posizione della moglie. Jessica Maric ha lasciato il palazzo di giustizia in lacrime, scortata dalla polizia e dai suoi legali. Per lei la Procura ha chiesto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, misura che dovrà essere convalidata dal Tribunale entro 48 ore. Rivolgendosi brevemente ai giornalisti, la donna ha espresso il proprio dolore: «I miei pensieri sono per le vittime e per chi sta lottando tra la vita e la morte. È una tragedia inimmaginabile e voglio scusarmi».
I difensori della coppia parlano di un atteggiamento collaborativo. L’avvocato Patrick Michod ha spiegato che Moretti avrebbe accettato una serie di garanzie richieste dalla Procura, che verranno sottoposte al vaglio del giudice nel tentativo di ottenere misure meno restrittive.
Nel giorno del lutto nazionale, l’inchiesta svizzera segna dunque una svolta, anche alla luce delle pressioni delle famiglie delle vittime. I loro legali, presenti all’interrogatorio, sottolineano il bisogno di risposte rapide e concrete, pur nel rispetto delle restrizioni imposte dalla Procura per tutelare l’indagine.
Parallelamente, muove i primi passi anche l’inchiesta italiana. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo plurimo, incendio e lesioni, delegando le autopsie alle procure delle città di provenienza delle vittime: Milano, Bologna e Genova. Alcuni esami prevedono anche riesumazioni già avvenute.
Gli avvocati delle famiglie chiedono ora un ampliamento delle responsabilità. Secondo i legali, non si tratterebbe di semplice colpa, ma di dolo eventuale, ipotizzando che la gestione del locale – tra sovraffollamento, presenza di minori, utilizzo di bengala e carenze nelle uscite di sicurezza – abbia consapevolmente accettato il rischio di una tragedia. Nel mirino potrebbero finire anche le autorità comunali, accusate di omissioni nei controlli.
Intanto, i familiari delle vittime e dei feriti si stanno coordinando per affidarsi a un unico legale in Svizzera, con l’obiettivo di seguire in modo unitario il procedimento principale. «Non è una gara – spiegano – ma un percorso comune per ottenere verità e giustizia».
Tra dolore e attesa, l’arresto di Moretti viene vissuto da alcuni genitori come un primo segnale. «È già una cosa buona – dicono – perché restituisce rispetto a ragazzi che non sono stati tutelati. La vita non ha prezzo».










