Da un intervento su TGCOM 24 , notiziario 21.30 del 31 agosto

SERGIO SANTORO, CANDIDATO DI NOI MODERATI AL SENATO NEL COLLEGIO LAZIO P01 SUL PROBLEMA DEL CARO ENERGIA E DEL CARO BOLLETTE
L’equivoco che le forze politiche hanno ingenerato sul problema del caro energia e
del caro bollette è consistito nel parlare senza distinguere di varie misure di:
– lungo periodo o strutturali, che però hanno il difetto di non essere realizzabili in
tempi rapidi (centrale nucleare, inceneritore, termovalorizzatore richiedono anni per
la realizzazione, come ad es. quello di Roma previsto entro il Giubileo del 2025);
– medio periodo, ad es. diversificando gli approvvigionamenti con giacimenti
nazionali o di stati vicini che cooperano lealmente o con riconversione strutturale
con fonti alternative quali eolico fotovoltaico, ecc., anch’esse di realizzazione non
immediata;
– breve periodo, come il taglio delle accise, e conseguente sconto sui prezzi dei
carburanti, azzeramento degli oneri di sistema in bolletta, riduzione degli oneri
generali nel gas, bonus sociale, crediti d’imposta per le imprese energivore (decreti
aiuti e aiuti bis 50/22 e 114/22), con l’esborso di quasi un miliardo di euro e
risparmio del tutto apparente perché l’onere grava sul contribuente, tant’è vero che
per realizzarlo viene chiesto lo scostamento di bilancio, anche se l’idea iniziale era di
finanziarlo con la tassa sugli extraprofitti, non versato dalla quasi totalità delle
aziende energetiche al 31 agosto.
La risposta negli anni 70 alla prima crisi energetica che In Italia aveva fatto arrivare i
prezzi dei carburanti a livelli insopportabili era stata il prezzo amministrato istituito
dal governo DC di Mariano Rumor e proseguito fino al 1991, quando il CIPE dispose
la liberalizzazione dei prezzi dei prodotti energetici per effetto di una direttiva
europea.
Oggi il prezzo dell’energia viene determinato con un sistema di calcolo che favorisce
la speculazione. lI prezzo dei carburanti non diminuisce perché ha un altro suo
criterio di calcolo che si basa non sul mercato ma sulle indicazioni dell’agenzia
londinese Platts basato su investimenti e scommesse e su informazioni non
verificabili dai Governi.
La risposta a questo groviglio di interessi che strozzano l’economia dell’Italia, e non
solo, non può essere che quella di rivendicare in sede eurounitaria una disciplina
uniforme, per tutti i paesi membri, di prezzi amministrati di prodotti e servizi
energetici, in modo da favorire le economie e la concorrenza tra gli operatori di tutti
i paesi. In una parola, occorre reintrodurre i prezzi amministrati di gas energia elettrica e carburanti a seguito di una decisione comune ed unitaria di tutti i paesi
membri, ottenuta con uno sforzo comune che soltanto un governo con forte
rappresentanza in Unione Europea potrebbe ottenere.

INTERVENTO SU TGCOM 24 NEL NOTIZIARIO DELLE 21,30 DEL 31 AGOSTO 2022 DI
SERGIO SANTORO CANDIDATO DI NOI MODERATI AL SENATO NEL COLLEGIO LAZIO
P01 SUL PROBLEMA DEL CARO ENERGIA E DEL CARO BOLLETTE