In Italia, ogni giorno vengono diagnosticate circa 1.000 nuovi casi di cancro, un dato che cresce dell’1% annuale, ma il sistema sanitario non riesce a stare al passo con questa domanda crescente di assistenza oncologica. Negli ultimi dieci anni, infatti, sono stati tagliati oltre 1.000 posti letto nei reparti pubblici di Oncologia, mentre la carenza di medici oncologi e infermieri si fa sempre più grave. Durante il 26° congresso dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), il presidente Francesco Perrone ha ribadito l’urgenza di maggiori risorse per potenziare strutture e personale, oltre a ridurre le liste d’attesa e frenare la migrazione sanitaria verso altre regioni.
Un altro aspetto cruciale è la prevenzione, ambito nel quale l’Italia spende ancora troppo poco rispetto ad altri Paesi europei: solo il 6,8% della spesa sanitaria, mentre Regno Unito e Austria investono oltre il 10%. La prevenzione potrebbe ridurre i decessi legati a fattori di rischio modificabili, che sono responsabili del 45% delle morti per tumore nel Paese.
La cronicizzazione del cancro, raggiunta grazie ai progressi terapeutici, rappresenta una conquista ma pone anche nuove sfide per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN). I pazienti oncologici, sempre più longevi, necessitano infatti di terapie di supporto e assistenza psicologica. Tuttavia, la carenza di oncologi, radiologi e radioterapisti è sempre più evidente, con numerosi posti vacanti nelle scuole di specializzazione. L’Aiom chiede quindi che le risorse pubbliche vengano adeguate a queste esigenze crescenti, per garantire a tutti i pazienti un accesso uniforme a cure di qualità su tutto il territorio nazionale.










