Un’intesa tra Stati Uniti e Unione Europea sulle tensioni commerciali sembra vicina. Donald Trump promette un accordo “entro due giorni”, ma non sarà privo di costi: l’Europa dovrà accettare dazi medi attorno al 10%, ben lontani dalla “tariffa zero” auspicata da Bruxelles. Restano in vigore le tariffe su acciaio, alluminio e settore automobilistico, aggravando l’incertezza già diffusa nei Ventisette.
Durante un incontro con il governo, Trump ha affermato che “l’UE ora ci sta trattando molto bene”, riferendosi ai contatti con Ursula von der Leyen. Tuttavia, Berlino ha lanciato l’allarme: il ministro delle Finanze tedesco, Lars Klingbeil, ha avvertito che l’accordo “dovrà essere equo”, altrimenti scatteranno contromisure.
Trump, intanto, rivendica 100 miliardi di dollari incassati dai dazi negli ultimi tre mesi e annuncia ulteriori misure punitive. Minaccia nuove tariffe: il rame potrebbe essere tassato al 50% e i prodotti farmaceutici fino al 200%.
Secondo il segretario al Commercio USA Howard Lutnick, l’UE ha fatto “offerte vere” e si è detta disposta ad aprire il mercato. Tuttavia, l’accordo in arrivo è solo un’intesa preliminare. Il commissario europeo al Commercio Maros Sefcovic ha avvertito che i dettagli settoriali sono ancora da definire e richiederanno un lavoro congiunto tra Bruxelles e le capitali europee. Francia, Italia e Germania stanno intensificando i contatti per coordinarsi. L’UE ha già pronte contromisure su prodotti americani per un valore stimato di 120 miliardi di euro, da attivare in caso di fallimento del negoziato.
Sul fronte strategico, l’Europa guarda anche oltre gli Stati Uniti. Von der Leyen ha annunciato la volontà di “scrivere un nuovo capitolo” nei rapporti con la Cina, per riequilibrare le relazioni economiche e ridurre le dipendenze strategiche. Bruxelles punta inoltre a rafforzare i legami commerciali con Mercosur, India, Australia, Thailandia, Indonesia, Messico ed Emirati Arabi. Secondo Sefcovic, questi nuovi accordi potrebbero compensare fino al 75% delle eventuali perdite causate da uno stallo con Washington.










