Le forze russe potrebbero presto dirigersi verso Sumy, capoluogo dell’omonima regione nel nord dell’Ucraina. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, 50.000 soldati russi sarebbero stati schierati a meno di 20 km dalla città. L’obiettivo dichiarato da Mosca è la creazione di una “fascia di sicurezza” di 10-12 km per proteggere la regione russa di Kursk, già teatro di incursioni ucraine nel 2023.

Il presidente Vladimir Putin, parlando al Forum economico di San Pietroburgo, ha affermato di non escludere un attacco a Sumy, anche se non lo considera un obiettivo immediato. Le forze russe godrebbero di una superiorità numerica di 3 a 1 rispetto ai difensori ucraini nella zona.

Nel frattempo, la scena diplomatica si anima. A Kiev è giunto a sorpresa il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, che ha accusato Putin di volere una “capitolazione” e non una vera pace negoziata. Sulla stessa linea il ministro italiano Antonio Tajani, secondo cui è “inevitabile” continuare con le sanzioni contro Mosca, prevedendo che un cessate il fuoco non sarà raggiunto prima della fine del 2025.

In controtendenza l’ex presidente USA Donald Trump, che ritiene che i bassi prezzi del petrolio possano spingere Putin verso una tregua. Tuttavia, il senatore repubblicano Lindsey Graham, vicino a Trump, ha dichiarato che l’ex presidente lo avrebbe esortato a promuovere una nuova legge per sanzioni più dure contro Mosca, con dazi del 500% sui Paesi che importano petrolio russo, in primis Cina e India.

Il Cremlino ha risposto con freddezza, definendo Graham “un russofobo di lunga data” e mettendo in dubbio che ulteriori sanzioni possano portare a una soluzione del conflitto.

Intanto, il presidente ucraino Zelensky ha annunciato la sua partecipazione alla Conferenza sulla Ricostruzione dell’Ucraina, prevista a Roma il 10 e 11 luglio.

Sul fronte internazionale, ha suscitato scalpore la diffusione di immagini del leader nordcoreano Kim Jong-un inginocchiato e in lacrime davanti alla bara di un soldato nordcoreano caduto combattendo per la Russia nella regione di Kursk. L’episodio si è verificato durante le celebrazioni per l’anniversario del Trattato di partenariato strategico tra Mosca e Pyongyang. Kim ha inoltre approvato nuovi piani militari e annunciato l’invio di 1.000 sminatori e 5.000 operai nella regione per supportare la ricostruzione.

Il quadro generale suggerisce un conflitto sempre più internazionalizzato, in cui le prospettive di pace sembrano ancora lontane.