Una nuova tragedia colpisce la regione del Medio Oriente, con una bambina palestinese di soli 4 anni che perde la vita “accidentalmente” durante un fallito attentato a un checkpoint vicino a Gerusalemme. Gli agenti israeliani hanno aperto il fuoco contro un uomo che ha cercato di investirli con un’auto, colpendo fatalmente la piccola passeggera di un altro veicolo.

La situazione si aggrava ulteriormente mentre Israele continua i bombardamenti nel sud della Striscia di Gaza, causando decine di vittime tra i civili, compresi neonati e bambini. Il bilancio totale delle ultime 24 ore ammonta a 113 palestinesi morti e 250 feriti, portando il numero complessivo delle vittime a 22.835 dal 7 ottobre.

Nel tragico evento, due giornalisti sono stati uccisi: Hamza Wael Al-Dahdouh di Al Jazeera e Mustafa Thuria, che lavorava anche per l’Afp. Ancora più drammatica la notizia poiché Al-Dahdouh era il figlio di Wael Al-Dahdouh, già noto giornalista di Al Jazeera, la cui famiglia era stata colpita duramente da un raid precedente.

La notte scorsa, sotto i bombardamenti, è deceduto anche Ali Salem Abu Ajwa, nipote dello sceicco Ahmed Yassin, fondatore di Hamas nel 1987. La situazione in Gaza resta critica, con il segretario di Stato americano Antony Blinken in arrivo per cercare una soluzione e prevenire ulteriori tensioni con il Libano, da cui continuano ad arrivare nuovi razzi.

Blinken ha dichiarato che la situazione a Gaza è “disastrosa”, evidenziando le difficoltà che uomini, donne e bambini affrontano in termini di accesso a cibo, acqua e medicine. Save the Children ha segnalato che 10 bambini al giorno (mille in tre mesi) hanno perso le gambe, spesso sottoposti ad amputazioni senza anestesia. La comunità internazionale continua a esprimere preoccupazione per la situazione umanitaria critica nella regione.