Nuovo avvertimento dalla Casa Bianca a Israele. Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti ritireranno il loro sostegno se il governo di Benyamin Netanyahu dovesse procedere con l’annessione della Cisgiordania, definendo tale passo “una minaccia alla pace”.

Trump ha spiegato di aver dato la sua parola ai Paesi arabi durante le trattative per il cessate il fuoco a Gaza, e che quindi l’annessione rappresenterebbe una violazione degli impegni assunti da Washington. Pur non figurando tra i punti ufficiali del piano americano per il Medio Oriente, la questione resta per la Casa Bianca una linea rossa invalicabile.

Il monito è arrivato dopo che la Knesset aveva votato due proposte preliminari di legge per estendere la sovranità israeliana alla Cisgiordania, che Israele chiama “Giudea e Samaria”. L’intervento di Washington ha spinto Netanyahu a bloccare l’iter parlamentare, definendo il voto “una provocazione politica” dell’opposizione, avvenuta proprio durante la visita in Israele del vicepresidente americano J.D. Vance, che si è detto “stupito e irritato” dall’iniziativa.

Netanyahu ha assicurato che il suo partito, il Likud, non sosterrà le proposte e che senza il suo appoggio le leggi non verranno approvate. Le iniziative legislative erano state promosse dal deputato di estrema destra Avi Maoz (partito Noam) e hanno suscitato condanne da Egitto, Qatar, Turchia e Arabia Saudita, partner chiave degli Stati Uniti nell’accordo di cessate il fuoco.

L’Arabia Saudita, che Trump punta a includere entro fine anno nei nuovi Accordi di Abramo, ha reagito con fermezza anche alle dichiarazioni del ministro israeliano Bezalel Smotrich, costretto a scusarsi dopo frasi ritenute offensive verso Riad.

In un’intervista al Time, Trump ha inoltre annunciato che si recherà a Gaza per presiedere il “Board of Peace” previsto dal suo piano postbellico, e ha lasciato intendere di voler favorire la liberazione di Marwan Barghouti, leader di Fatah detenuto da vent’anni, considerato una figura in grado di unire i palestinesi.

Intanto al Cairo sono ripresi i colloqui tra Fatah e Hamas, volti a definire il futuro della Striscia di Gaza e gli impegni dell’accordo di pace, incluso il disarmo del movimento islamista. Il segretario di Stato Marco Rubio ha confermato che gli Stati Uniti stanno valutando la creazione di una Forza di stabilizzazione internazionale sotto mandato ONU per garantire la sicurezza e il rispetto degli accordi nel dopoguerra.