Il presidente americano Donald Trump ha espresso apertamente la sua frustrazione nei confronti di Vladimir Putin, dichiarandosi “molto arrabbiato” e minacciando l’imposizione di dazi del 25% sul petrolio russo se non si raggiungerà un accordo per il cessate il fuoco in Ucraina. Durante un’intervista a NBC, Trump ha criticato la strategia del Cremlino, che ha minato la credibilità di Volodymyr Zelensky ipotizzando un governo di transizione per l’Ucraina.
“Se non riusciamo a trovare un accordo e la responsabilità sarà della Russia, applicherò tariffe secondarie sul loro petrolio”, ha dichiarato Trump, aggiungendo che Putin è consapevole della sua posizione e che i due leader si sentiranno nuovamente nei prossimi giorni. Nonostante il tono minaccioso, Trump ha anche sottolineato il suo “buon rapporto” con Putin, suggerendo che la sua rabbia potrebbe placarsi se il leader russo adotterà una linea più collaborativa.
Trump ha posto la pace in Ucraina al centro della sua politica estera e ha lavorato per favorire negoziati tra le parti. Recentemente, Russia e Ucraina hanno raggiunto un cessate il fuoco parziale per garantire la sicurezza della navigazione nel Mar Nero e limitare gli attacchi alle infrastrutture energetiche. Tuttavia, la situazione rimane critica a causa delle continue violazioni degli accordi e degli attacchi russi, come quelli su Kharkiv che hanno provocato vittime civili.
Il presidente ucraino Zelensky ha chiesto una risposta forte dagli alleati occidentali, denunciando il prolungamento del conflitto da parte della Russia. Nel frattempo, Trump non perde di vista altri dossier internazionali, tra cui il rapporto con l’Iran. Ha avvertito Teheran che, in assenza di un accordo sul nucleare, potrebbero esserci “bombardamenti come mai visti prima” e l’applicazione di “dazi secondari”. Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha risposto con cautela, dichiarandosi aperto a negoziati indiretti ma rifiutando colloqui diretti con gli Stati Uniti.
Oltre alla crisi in Ucraina e ai rapporti con l’Iran, Trump ha ribadito il suo interesse per la Groenlandia, dichiarando che l’isola sarà “nostra al 100%” e non escludendo l’uso della forza per la sua acquisizione. “Penso che ci siano buone possibilità di ottenerla senza un intervento militare, ma non l’ho mai escluso”, ha detto. Questa posizione ha suscitato la reazione della Danimarca e del governo groenlandese. Il ministro degli Esteri danese Lars Lokke ha criticato il tono dell’amministrazione americana, mentre il neopremier groenlandese Frederil Nielsen ha ribadito con fermezza che “la Groenlandia è nostra”.
Di fronte alle critiche, Trump si è mostrato impassibile: “Non mi interessa ciò che pensano. L’isola rappresenta pace e sicurezza internazionale”. Una dichiarazione che lascia intendere come il presidente americano non intenda abbandonare il suo interesse per la Groenlandia, nonostante le opposizioni internazionali.










