WASHINGTON – Donald Trump torna ad agitare il fronte commerciale internazionale con una nuova minaccia: dazi al 50% contro l’Unione Europea a partire dal 1° giugno. L’annuncio è arrivato via Truth Social, dove l’ex presidente ha dichiarato che le trattative con Bruxelles “non stanno andando da nessuna parte” e che non è interessato a trovare un accordo.
Il tycoon accusa l’Unione Europea di aver creato un sistema commerciale pensato per trarre vantaggio dagli Stati Uniti. Tra le sue critiche: barriere non tariffarie, IVA discriminatoria, sanzioni aziendali e cause legali contro le imprese americane. In questo contesto, Trump ha dichiarato di voler raccomandare tariffe al 50% sulle importazioni europee.
Oltre all’Europa, Trump ha preso di mira anche Apple, minacciando dazi del 25% sull’iPhone se la produzione non verrà riportata negli Stati Uniti. Una mossa che ha immediatamente avuto ripercussioni negative sui mercati.
Il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, ha ribadito la volontà dell’Ue di negoziare in buona fede, ma ha messo in chiaro che l’Europa è pronta a difendere i propri interessi. “Il commercio tra Ue e Usa deve basarsi sul rispetto reciproco, non su minacce”, ha dichiarato.
Secondo il segretario al Tesoro, Scott Bessent, la minaccia è una reazione alla lentezza europea nei negoziati. Trump, dopo aver imposto dazi al 20% lo scorso aprile, aveva concesso una pausa di 90 giorni. Ora, a metà percorso, alza la posta con tariffe potenzialmente devastanti. Tuttavia, all’interno della Casa Bianca molti ritengono si tratti solo di una tattica negoziale.
L’annuncio ha avuto ripercussioni immediate sui mercati: le borse europee hanno chiuso in forte calo (Milano -1,94%) bruciando 183 miliardi di euro. Male anche Wall Street, con Apple che ha perso oltre il 3% e visto evaporare 100 miliardi di dollari in apertura. Un segnale preoccupante per un’economia americana già indebolita da deficit e debito elevati, che le sono costati il downgrade da parte di Moody’s.
La minaccia di Trump alimenta l’incertezza non solo nei rapporti con l’Europa, ma anche su altri fronti negoziali. Secondo fonti americane, crescono le frizioni anche con quei governi più disponibili a stringere accordi con gli Stati Uniti. “I termini proposti da Washington sono inaccettabili”, riferiscono alcuni insider, parlando di un atteggiamento orientato solo a ottenere concessioni unilaterali.
Con le elezioni americane alle porte, Trump torna a usare il commercio come leva politica, ma il rischio è una nuova guerra commerciale dagli effetti devastanti su scala globale.










