Donald Trump ha suscitato forti polemiche paragonando gli attacchi americani contro gli impianti nucleari iraniani a quelli atomici su Hiroshima e Nagasaki, sostenendo che il raid su Fordow abbia “messo fine alla guerra”. Un’affermazione clamorosa che arriva nonostante un report preliminare della Defense Intelligence Agency, riportato da CNN e New York Times, ridimensioni i danni inflitti: gli attacchi avrebbero solo colpito gli ingressi degli impianti senza distruggere le strutture sotterranee.

Durante un punto stampa all’Aja con il segretario generale della NATO Mark Rutte e attraverso diversi post sul suo social Truth, Trump ha attaccato duramente i media americani, accusandoli di voler screditare la sua presidenza e le forze armate. “Dentro è tutto collassato”, ha insistito, smentendo il report e affermando che il sito è stato “cancellato”.

Anche il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha difeso l’operazione, annunciando un’indagine dell’FBI per la fuga di notizie e definendo i bombardamenti “precisi”. Secondo Trump, la guerra tra Israele e Iran sarebbe ormai conclusa: “Sono esausti, non credo torneranno ad attaccarsi”, ha detto, preannunciando un incontro con rappresentanti iraniani la prossima settimana.

Tuttavia, da Teheran non giungono segnali distensivi. Il parlamento iraniano ha votato per la sospensione della cooperazione con l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), accusata di non aver condannato l’attacco statunitense. Il presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che l’Iran interromperà i rapporti con l’Agenzia finché non sarà garantita la sicurezza dei propri impianti nucleari.

Anche la Russia è intervenuta, criticando duramente Washington. Secondo il Cremlino, i raid americani sono “non provocati” e hanno avuto “conseguenze dirette” sulla situazione diplomatica e sulla cooperazione nucleare. Mosca ha dichiarato che è ancora troppo presto per valutare i danni effettivi, ma ha ribadito il sostegno all’Iran e il mantenimento di contatti stretti con Teheran.

In un clima già teso, l’Iran ha infine minacciato di presentare un reclamo formale contro gli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, accusandoli di aver violato la sovranità nazionale e causato danni gravi agli impianti civili. L’escalation diplomatica sembra quindi tutt’altro che conclusa.