Dopo Washington, Donald Trump punta su Chicago. Il presidente americano, sempre più nei panni di un “sindaco d’America”, sta valutando lo schieramento della Guardia Nazionale nella terza area metropolitana del Paese per combattere la criminalità, con un’operazione che potrebbe partire già a settembre.
La decisione ha suscitato l’immediata reazione del governatore dell’Illinois, il democratico JB Pritzker, che ha denunciato un “abuso di potere” da parte della Casa Bianca, assicurando di voler fare il possibile, insieme al sindaco Brandon Johnson, per bloccare l’intervento.
Secondo il Pentagono, le opzioni sul tavolo ricalcano quanto già visto a Los Angeles e Washington, dove la polizia è stata di fatto federalizzata. Trump, che da tempo ha nel mirino le cosiddette “città santuario” per le loro politiche di accoglienza dei migranti, ha definito Chicago “un disastro con un sindaco gravemente incompetente”.
L’opposizione democratica accusa il presidente di voler usare l’esercito contro i cittadini americani per distogliere l’attenzione dal calo di popolarità. “Non ha alcuna autorità per farlo”, ha affermato Rahm Emanuel, ex sindaco di Chicago, mentre il leader liberal Hakeem Jeffries ha parlato di “una mossa propagandistica”.
Intanto, cresce il timore che altre città possano entrare nel mirino di Trump: Baltimora e New York – dove a novembre si voterà per il nuovo sindaco – sembrano essere le prossime candidate a diventare bersaglio del presidente, deciso a presentarsi come il garante della sicurezza urbana.










