La nuova offensiva commerciale di Donald Trump ha scatenato il caos nei mercati globali, facendo oscillare le Borse e alimentando incertezza tra alleati e rivali. Alla vigilia dell’entrata in vigore dei dazi del 25% contro Canada e Messico e del 10% contro la Cina, il presidente degli Stati Uniti ha sospeso temporaneamente le tariffe per il Messico e avviato trattative con Ottawa e Pechino.
Dopo una telefonata definita “molto positiva” con il premier canadese dimissionario Justin Trudeau, Trump ha lasciato intendere che i dazi contro il Canada potrebbero essere riconsiderati. Tuttavia, Trudeau ha minacciato ritorsioni, colpendo i prodotti degli Stati repubblicani. Inoltre, l’Ontario ha annunciato l’annullamento di un contratto da 68 miliardi di dollari con Starlink, l’azienda di Elon Musk.
Per quanto riguarda il Messico, Trump ha congelato i dazi per un mese dopo un colloquio con la presidente Claudia Sheinbaum. In cambio, il Messico ha accettato di inviare 10.000 soldati al confine per contrastare il traffico di fentanyl e l’immigrazione illegale. Gli Stati Uniti, dal canto loro, si sono impegnati a combattere il traffico di armi verso i cartelli messicani.
Secondo il Telegraph, Trump sta considerando l’imposizione di una tariffa del 10% su tutte le importazioni dall’Unione Europea, escludendo forse il Regno Unito in un’ottica di strategia “divide et impera”. Il presidente americano ha giustificato questa mossa con il “massiccio deficit” di 350 miliardi di dollari che gli USA registrano nei confronti dell’Europa.
Trump ha annunciato un’imminente conversazione con Pechino, mettendo in discussione anche la gestione cinese del Canale di Panama. Il presidente panamense José Raúl Mulino, dopo una visita del senatore Marco Rubio, ha dichiarato che il paese non rinnoverà il memorandum del 2017 per aderire alla Via della Seta cinese e aprirà invece agli investimenti americani.
La strategia commerciale di Trump ha sollevato critiche non solo a livello internazionale, ma anche da parte della stampa economica statunitense. Il Wall Street Journal ha definito questa guerra commerciale “la più stupida della storia”, mentre il Financial Times l’ha bollata come “assurda” e dannosa per l’economia e la diplomazia americana.
Nel frattempo, Trump pretende concessioni anche dall’Ucraina in cambio del sostegno americano, suggerendo che Kiev debba garantire agli USA l’accesso alle sue terre rare. La politica commerciale di “Tariff Man”, come lo stesso Trump si è autodefinito, promette quindi di rimanere un tema centrale nei prossimi mesi, tra tensioni, negoziati e possibili ritorsioni globali.










