Donald Trump torna al centro dell’attenzione, questa volta non per una dichiarazione politica o per uno scontro con gli avversari, ma per un nuovo episodio che ha rapidamente fatto il giro del web. Il presidente americano sarebbe stato ripreso mentre sembrava appisolarsi durante un evento ufficiale alla Casa Bianca dedicato al carbone.

Nel filmato, Trump appare seduto dietro la scrivania dello Studio Ovale mentre ascolta alcuni interventi. In più momenti sembra chiudere gli occhi e lasciar cadere leggermente la testa di lato, per poi rialzarla di scatto e tornare a seguire la riunione. Le immagini hanno subito scatenato l’ironia degli utenti sui social, dove sono ricomparsi soprannomi come “Commander-in-sleep” e “Sleepy Trump”, quest’ultimo ispirato all’epiteto con cui lo stesso tycoon era solito attaccare l’ex rivale Joe Biden.

Al di là delle battute, l’episodio ha riaperto anche il dibattito sulle condizioni fisiche del presidente, che il 14 giugno compirà 80 anni. Alcuni osservatori e medici hanno sottolineato come la tendenza ad addormentarsi durante eventi pubblici non dovrebbe essere liquidata con superficialità, soprattutto considerando l’età avanzata e il ruolo ricoperto.

Le preoccupazioni si aggiungono ad altri segnali che, negli ultimi mesi, hanno alimentato interrogativi sulla salute di Trump, dalle caviglie gonfie ai lividi visibili sulle mani. A rafforzare l’attenzione sul tema c’è anche il recente ritorno del presidente al Walter Reed Medical Center di Washington, dove si è sottoposto alla quarta visita medica dall’inizio del suo secondo mandato.

In una precedente occasione, Trump era stato sottoposto anche a una Tac preventiva, spiegata ufficialmente come un controllo volto a escludere eventuali problemi cardiovascolari. Il presidente, tuttavia, ha sempre respinto con decisione ogni dubbio sulla propria tenuta fisica, accusando alcuni media, tra cui il New York Times, di diffondere informazioni false e denigratorie sul suo stato di salute.

Anche la Casa Bianca ha più volte difeso il presidente dalle critiche. Nei mesi scorsi è stata persino creata una pagina online, ribattezzata “Wall of Shame”, con l’elenco di coloro che, secondo l’amministrazione, avrebbero alimentato sospetti infondati sulle condizioni di Trump.

L’ultimo episodio, però, dimostra come il tema resti politicamente sensibile. In un Paese abituato a scrutinare ogni gesto dei propri leader, anche pochi secondi di apparente sonnolenza possono trasformarsi in un caso mediatico, tra sarcasmo, polemiche e interrogativi sulla salute del commander-in-chief.