Sono ore di riflessione a Palazzo Chigi dopo le dimissioni della ministra del Turismo Daniela Santanchè. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha deciso di assumere temporaneamente la guida del dicastero, con un decreto già firmato dal capo dello Stato Sergio Mattarella.

L’interim, nelle intenzioni della premier, dovrebbe essere breve: Meloni si è riservata alcuni giorni per individuare il nome più adatto a cui affidare il ministero. Tuttavia, la scelta si inserisce in un contesto politico più ampio e complesso, segnato da tensioni all’interno della maggioranza dopo il risultato negativo del referendum sulla giustizia.

Le difficoltà non riguardano solo Fratelli d’Italia, dove emergono le prime crepe in un partito finora compatto, ma anche gli alleati, come dimostra il recente cambio ai vertici di Forza Italia al Senato. In questo clima, non mancano indiscrezioni su possibili scenari più radicali, compresa l’ipotesi di elezioni anticipate, anche se al momento resta solo una suggestione.

Le dimissioni di Santanchè arrivano al termine di un confronto non semplice con la premier, preceduto da altri passi indietro all’interno dell’esecutivo. Nonostante ciò, Palazzo Chigi ha voluto sottolineare il contributo della ministra uscente, ringraziandola per il lavoro svolto nel rilancio del turismo, definito un settore strategico per l’economia nazionale.

Intanto, si apre il toto-nomi per la successione. Tra le ipotesi in campo c’è quella di Gianluca Caramanna, responsabile Turismo di Fratelli d’Italia, ma la sua eventuale nomina potrebbe incidere sugli equilibri interni al partito. Prende quota anche un profilo tecnico, come quello di Alessandra Priante, presidente dell’Enit. Più defilata, invece, l’ipotesi che porterebbe a Giovanni Malagò.

Nel frattempo, il governo si prepara al primo Consiglio dei ministri dopo il referendum, mentre un vertice dei leader di maggioranza non è ancora in programma. I nodi da sciogliere restano numerosi e la gestione di questa fase sarà cruciale per la tenuta dell’esecutivo.