L’Unione europea ha raggiunto l’accordo sul ventunesimo pacchetto di sanzioni nei confronti della Russia. Il via libera è arrivato durante la riunione dei rappresentanti permanenti dei 27 Stati membri, dopo una fase di stallo nei negoziati protrattasi fino alla serata precedente. Nell’intesa è stato deciso di congelare per dodici mesi il tetto al prezzo del petrolio russo (price cap), mantenendo invariato il meccanismo attualmente in vigore.
Bruxelles guarda già ai prossimi passi. La Commissione europea ha infatti confermato che sono iniziate le valutazioni su possibili nuove misure restrittive, lasciando intendere che il lavoro per un eventuale ventiduesimo pacchetto di sanzioni è già in corso. L’obiettivo, spiegano da Bruxelles, è sia rafforzare ulteriormente la pressione su Mosca sia correggere eventuali criticità emerse nei provvedimenti già adottati.
Sul fronte diplomatico, a margine del vertice dell’Asean in corso a Manila, si è svolto un colloquio di oltre trenta minuti tra il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov e il segretario di Stato americano Marco Rubio. Al centro dell’incontro, secondo quanto riferito da Mosca, il conflitto in Ucraina e la situazione nel Golfo Persico.
Rubio ha dichiarato che per arrivare a una soluzione del conflitto saranno necessarie “nuove idee”, osservando che le proposte formulate finora non risultano accettabili per Kiev. Gli Stati Uniti, ha aggiunto, sono pronti a favorire un percorso negoziale qualora si creino le condizioni politiche adeguate.
Dal canto suo, Lavrov ha ribadito la posizione del Cremlino, definendo inaccettabile il continuo invio di armi occidentali all’Ucraina. Il ministro russo ha inoltre riaffermato la disponibilità di Mosca a una soluzione politica e diplomatica del conflitto, richiamando le proposte avanzate durante il precedente incontro tra i presidenti Vladimir Putin e Donald Trump.
Nel frattempo le Nazioni Unite hanno presentato un nuovo piano umanitario per sostenere la popolazione ucraina durante l’inverno 2026-2027. L’iniziativa punta a raccogliere 358 milioni di dollari per assistere circa 2,1 milioni di persone, con interventi destinati a garantire riscaldamento, riparazione delle abitazioni, assistenza sanitaria, aiuti alimentari e sostegno economico alle comunità più colpite dalla guerra.
Secondo l’Onu, le continue offensive contro le infrastrutture energetiche rendono concreto il rischio che milioni di civili restino senza elettricità, acqua e riscaldamento durante i mesi più freddi, rendendo necessario un intervento umanitario tempestivo e coordinato.










