Potrebbero svolgersi a metà giugno in Vaticano nuovi colloqui diretti tra Russia e Ucraina, secondo anticipazioni del Wall Street Journal. Tuttavia, il Cremlino ha frenato le aspettative, precisando che “non ci sono ancora accordi definiti” per un incontro.

A complicare il quadro diplomatico, il presidente statunitense Donald Trump – dopo una recente telefonata con Vladimir Putin – avrebbe riferito ai leader europei che il capo del Cremlino “è convinto di star vincendo” e non è intenzionato a fermare le ostilità. Secondo alcuni osservatori, infatti, sarebbe già iniziata la cosiddetta “offensiva d’estate” russa, con nuovi successi militari registrati nell’Est dell’Ucraina, in particolare lungo l’autostrada Pokrovsk-Konstantinovka, nella regione di Donetsk.

Sul piano militare, Putin ha annunciato la creazione di una “fascia di sicurezza” lungo il confine russo-ucraino, con l’obiettivo di proteggere il territorio russo dai raid ucraini con droni. Nelle ultime ore, infatti, sono stati segnalati attacchi con vittime civili nelle regioni di Bryansk e Kursk. A Mosca, la notte tra mercoledì e giovedì è stata segnata da nuovi bombardamenti reciproci: le forze russe hanno lanciato un missile Iskander-M e 128 droni, di cui 112 sarebbero stati intercettati, mentre la Russia afferma di aver abbattuto 105 droni ucraini. L’intensificazione degli attacchi ha portato alla temporanea chiusura dei principali aeroporti di Mosca, con oltre 160 voli ritardati.

L’unico risultato concreto ottenuto finora nei colloqui tra le parti è stato l’accordo, il 16 maggio a Istanbul, per lo scambio di 1.000 prigionieri per parte. Il Wall Street Journal riferisce che anche il segretario di Stato USA Marco Rubio potrebbe partecipare al possibile incontro in Vaticano.

Dal fronte europeo, la premier italiana Giorgia Meloni ha sottolineato, dopo un incontro con l’omologa danese Frederiksen, che “la priorità non è il luogo, ma la volontà reale delle parti di avviare negoziati seri e concreti”. Ha confermato inoltre “contatti costanti” con Trump e altri leader occidentali.

Nel frattempo, dal vertice dei ministri delle Finanze del G7 in Canada, è emersa una conferma del sostegno a Kiev. Nonostante alcune iniziali esitazioni da parte degli Stati Uniti, il comunicato finale ribadirà una “posizione comune” a favore dell’Ucraina. Il ministro italiano Giancarlo Giorgetti ha parlato di una “vittoria italiana”, aggiungendo che sarà esclusa dalla ricostruzione ogni entità che abbia sostenuto la Russia.

Il conflitto, dunque, continua a essere combattuto su più fronti: militare, diplomatico e politico, in un equilibrio ancora instabile e lontano da una soluzione definitiva.