La guerra in Ucraina ha subito una svolta drammatica con la sospensione degli aiuti militari statunitensi, una decisione che ha gettato Kiev nello sconcerto e sollevato preoccupazioni sulla tenuta del fronte. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che il Paese potrebbe avere solo sei mesi di autonomia militare senza il supporto americano.
Per evitare di perdere definitivamente il sostegno degli Stati Uniti, Zelensky ha accettato le condizioni imposte dalla Casa Bianca e si è detto pronto a lavorare sotto la leadership di Donald Trump per una “pace duratura”. Il leader ucraino ha proposto una tregua immediata in cielo e in mare con la Russia come primo passo per negoziati più ampi. Il Cremlino ha accolto con favore questa apertura, definendola un segnale positivo.
La decisione di Trump di interrompere l’invio di armi a Kiev ha suscitato reazioni forti, con il presidente della commissione esteri ucraina Oleksandr Merezhko che ha paragonato la situazione all’Accordo di Monaco del 1938, preludio alla Seconda Guerra Mondiale. Senza il supporto americano, l’Ucraina rischia di perdere sistemi di difesa chiave come i missili Patriot e il supporto di intelligence.
Per questo motivo, Zelensky ha cercato di riavvicinarsi a Trump, spinto anche dal premier britannico Keir Starmer. Ha dichiarato la volontà di firmare un accordo sulle terre rare, considerato un passo per ottenere garanzie di sicurezza dagli Stati Uniti. Inoltre, ha aperto alla possibilità di ridurre le operazioni militari se la Russia farà lo stesso.
La nuova linea di Kiev ha ricevuto il sostegno del presidente francese Emmanuel Macron, mentre i partner europei discutono di un possibile aumento del supporto militare per compensare il ritiro americano. Tuttavia, un’intervista del senatore americano J.D. Vance ha alimentato polemiche: ha suggerito che gli accordi economici con gli USA possano offrire a Kiev più sicurezza rispetto all’invio di soldati europei. Francia e Regno Unito, unici Paesi ad aver proposto una missione di peacekeeping, hanno protestato contro queste dichiarazioni.
Intanto, l’amministrazione Trump potrebbe presto annunciare il via libera all’intesa sui minerali strategici, un primo segnale concreto di ripresa del dialogo tra USA e Ucraina. Resta da vedere se questo sarà sufficiente a garantire a Kiev il supporto necessario per resistere all’aggressione russa.










