Non si fermano i bombardamenti russi sull’Ucraina, con scontri sempre più intensi nel Donbass e l’impiego massiccio di truppe di terra. L’offensiva di Mosca ha colpito nuovamente infrastrutture energetiche e aree residenziali, provocando almeno sei vittime e gravi interruzioni di elettricità e gas, mentre l’inverno si avvicina.

Secondo l’Aeronautica di Kiev, nella notte di sabato la Russia ha lanciato 458 droni e 45 missili, di cui 409 droni e 9 missili sono stati abbattuti. Gli attacchi hanno colpito duramente Dnipro e Zaporizhzhia, dove tre persone sono morte in ciascuna città. Le esplosioni hanno causato anche danni agli impianti di riscaldamento e alle reti ferroviarie, mentre diverse regioni, compresa Kiev, hanno dovuto attuare blackout di emergenza.

Mosca ha dichiarato di aver colpito “impianti militari e strutture energetiche che supportano l’esercito ucraino”. Tuttavia, i raid hanno colpito anche edifici civili, tra cui abitazioni e scuole.

Nel Donbass, e in particolare attorno a Pokrovsk, i combattimenti sono sempre più feroci. L’esercito russo, secondo fonti ucraine, sarebbe disposto a sacrificare due soldati su tre pur di conquistare la città, considerata da Vladimir Putin una vittoria simbolica da ottenere “a ogni costo”.

Kiev conferma la resistenza delle truppe aviotrasportate, ma la situazione resta critica: “Siamo quasi circondati, ma ci siamo abituati”, ha raccontato un soldato ucraino alla CNN, descrivendo attacchi continui da parte di unità russe numericamente superiori. Secondo le stime, 170.000 soldati russi sarebbero impegnati nella regione.

Anche la città di Kupiansk, snodo ferroviario strategico nell’oblast di Kharkiv, è sotto pressione. Gli analisti sottolineano che Pokrovsk, pur avendo perso da tempo la funzione di hub logistico, è diventata un obiettivo politico e simbolico per il Cremlino, in cerca di una vittoria militare dopo mesi di stallo.

Intanto, sul fronte diplomatico, è ricomparso Serghiei Lavrov, il ministro degli Esteri russo, dopo giorni di assenza che avevano alimentato voci di un suo allontanamento. Lavrov ha dichiarato che Mosca non ha ricevuto “spiegazioni da Washington sulle parole di Trump riguardo ai test nucleari”, aggiungendo che le istruzioni di Putin per la risposta russa “sono in fase di elaborazione”.

La guerra, intanto, continua a devastare il Paese: città senza luce né gas, civili sotto le bombe e un esercito ucraino sempre più accerchiato ma deciso a resistere.